PAROLA DI CAMPIONE

Bortolami: " Il futuro del rugby azzurro è Celtic League"
_bortolami.jpg

Marco Bortolami - Nazionale Italiana Rugby

"Serve una scossa per tutto il rugby italiano di base. Ben venga allora l'ingresso di due nostre franchigie nella Celtic League, la lega sovranazionale con squadre gallesi, scozzesi e irlandesi, dal 2010-2011.
Anzi: spero diventino presto tre o quattro, per permettere ai talenti più promettenti del campionato italiano di confrontarsi ad alto livello con i migliori"

Il Sei Nazioni è appena finito (per l'Italia 5 sconfitte, cucchiaio di legno e imbarazzante k.o. finale per 50 a 8 contro la Francia al Flaminio), ma Marco Bortolami guarda già al futuro della palla ovale italiana. Nessuna sorpresa, visto l'amore che lega il 29enne seconda linea della Nazionale (di cui è stato capitano fino alla Coppa del Mondo 2007) e degli inglesi del Gloucester (dopo l'esperienza in Francia col Narbonne) alla maglia azzurra e a questo sport

"E' stato un sei Nazioni difficile, tormentato - confessa Bortolami a Laureus italia, di cui l'azzurro è uno dei più noti Friend&Ambassador - perché non siamo riusciti a esprimere il nostro gioco e le qualità che pure abbiamo. Dobbiamo ragionare bene su cosa non ha funzionato, per migliorare"

Da dove ripartire?

"Dobbiamo assolutamente sviluppare un gioco più concreto, efficace, soprattutto in attacco. Non possiamo pensare solo a difenderci per 80 minuti. Dobbiamo costruire equilibri nuovi, diversi, più funzionali al gioco offensivo alla mano"

Il cittì azzurro Nick Mallett ha sottolineato come le nuove regole - che limitano l'importanza della mischia, punto di forza degli azzurri - ci abbiamo penalizzato non poco. Condividi?

"Sì. Il nostro gioco era basato sul predominio degli avanti, la superiorità in touche. Situazioni di gioco che ci garantivano occasioni da meta e calci di punizione. Tolta quest'arma, non siamo stati capaci di sviluppare alternative valide. Ma indietro non è possibile tornare, e allora dobbiamo adattarci, e imparare a creare gioco anche con i nostri trequarti"

Infortuni, calendario internazionale fitto d'impegni, mancanza di rincalzi di livello. Il gruppo azzurro è sembrato condizionato da questi elementi. A che punto è il rinnovamento? C'è qualche giovane di qualità all'orizzonte?

"Credo che il meglio che c'è in Italia sia già nell'orbita della Nazionale, ma è chiaro che bisogna continuare a lavorare sui giovani, per creare valide alternative in prospettiva futura. Serve un lavoro di base per far maturare i giovani sotto il profilo fisico e tecnico, e per permettere loro di entrare nel giro azzurro per giocarsi il posto coi titolari. Perciò sono favorevole all'ingresso delle squadre italiane in Celtic League"

Il presidente della federugby Dondi ha confermato la fiducia in Mallett. E lo spogliatoio?

"Assolutamente sì. Stiamo lavorando da due anni con Mallett, e ci stiamo impegnando al massimo per far bene. Nick è un tecnico che lascia spazio ai giocatori, cerca il confronto, lo scambio di idee. Credo sia essenziale per noi, ora, avere continuità nel lavoro tecnico. Guardate cosa è accaduto all'Irlanda: la davano per finita, con un gruppo di giocatori avanti negli anni, eppure con un paio di innesti nuovi e la fiducia nel lavoro fatto quest'anno ha vinto il sei Nazioni e realizzato il Grande Slam! Ed è quasi la stessa squadra che abbiamo quasi battuto prima della Coppa del Mondo del 2007! Quello è l'esempio da seguire"

Quello che finora non è mai mancato alla Nazionale è l'affetto dei tanti appassionati italiani. Pensi che questa crisi di risultati possa scalfire questo rapporto?

"Spero di no. Spero che i tifosi capiscano il nostro momento di difficoltà, e anche che comprendano che comunque in campo stiamo dando tutto, stiamo provando a fare del nostro meglio. Chiaro che è difficile, senza risultati, conquistare nuovi appassionati. Ma voglio ringraziare tutti i tifosi italiani, che ci sono sempre stati vicini. Anzi, tutti noi siamo dispiaciuti perché vorremmo regalare qualche bel successo ai nostri fan. Ma lavoreremo duro per tornare in alto"

Per te, in particolare, anche il tifo di tutti i ragazzi del progetto Palla Storta e della Polisportiva Laureus. Vuoi inviargli una dedica speciale?

"Certo! Li saluto tutti e li ringrazio per il grande supporto che mi danno!
Voglio fare anche un grande in bocca al lupo, per tutte le loro sfide, sia nel campo da rugby che nella vita. E' importantissimo avere questo legame, questo interscambio con questi giovanissimi amici e tifosi. E' proprio questa la forza di Laureus Italia e del nostro sport!"

Dario Ricci - Radio 24 - radio.ricci@radio24.it