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  • Con lo sport puoi farcela, anche se non sei Michael Jordan

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    Un bambino come tanti altri, forse un po’ sovrappeso, che sbrigativamente si potrebbe definire iperattivo. È Carnevale e sul viso ha una grossa cicatrice dipinta, vistosa ed eccessiva, il segno di una vita in una periferia complicata. E ciò che lui mette in scena è la ferita. Dove è la mamma? E il padre? Gli educatori si fanno inutilmente queste domande. Come trascorre il suo tempo? Dalla violenza del suo atteggiamento sembra chiaro che a casa botte e maniere forti siano l’unico linguaggio. È questa la vita passata attraverso gli otto anni di Marcus.

    Il nonno che lo accompagna e lo viene a prendere a scuola ha le rughe e i capelli bianchi, il bastone e il passo rallentato. Potrebbe avere avuto un incidente, zoppica in modo troppo accentuato.. Se a casa intravvediamo per Marcus solo abbandono e trascuratezza, l’unico che si prende cura di lui come può, che controlla il diario, lo accompagna puntuale al mattino e lo riporta a casa al suono della campanella è proprio il nonno, un uomo solo, anziano, che parla solo dialetto e non conosce modi per addomesticare i disturbi della crescita del nipote, ma che per lui è una certezza, lui a modo suo c’è sempre. Che futuro attende Marcus?

    La scuola di via Polesine a Milano vanta un team angelico invidiabile che supporta bambini e bambine in crescita in una periferia milanese sempre più degradata. Non è magia, è frutto di un percorso formativo: in questa storia gli angeli si manifestano come persone in carne ed ossa. Le maestre Silvia e Paola, mamme di professione, che lasceranno il segno nella vita di Marcus e molti altri bambini. E poi Chiara, Giulia e Antonio, gli allenatori di minibasket, fischietto al collo e sorriso, a testimonianza che la vita anche in piazzale Corvetto può essere meravigliosa.

    Mentre la Fondazione Laureus sta celebrando gli Sports Awards, la più prestigiosa competizione mondiale in questo settore, il Direttore Daria Braga ci ricorda che “Oggi esiste una preoccupazione diffusa. Avvertiamo che il futuro di noi tutti passa attraverso le qualità umane delle future generazioni. Società, scuola e famiglia sono alla ricerca di alleati per riuscire a costruire persone capaci di dare il meglio di sé con lealtà, coraggio, abnegazione, capacità collaborativa, senso del competere dentro un sistema di regole condivise, senza scorciatoie, senza barare con il mazzo di carte della vita”. Questo è il nocciolo della filosofia della Fondazione Laureus, che tutti possiamo e dobbiamo sostenere per aiutare i bambini ad uscire da un vicolo cieco.

    Il basket è uno sport di punta degli Awards, ed è il miracolo che ha sollevato dalla polvere il piccolo Marcus. Lui è’ stato inserito nel progetto Laureus minibasket l’anno scorso, con grandi difficoltà…le sue difficoltà erano su tutti fronti: rapido nel correre fuori dalla classe o nel tirare calci e pugni, ma lento nella lettura nel calcolo e nella scrittura…ogni impulso in Marcus era fuori controllo, un abbraccio troppo stretto, una spinta troppo forte, bambini o adulti era indifferente, urla e parolacce erano intervallate da parole dolci e sussurrate…Il suo sorriso poteva scatenarsi in un pianto disperato senza motivo…nessun compagno aveva il coraggio di avvicinarsi a lui , nessuno tentava di giocare con lui…Le maestre in attesa di un insegnante di sostegno hanno giocato la carta dello sport per aiutare Marcus . Nei primi allenamenti restava in campo solo qualche minuto, litigava con la metà dei compagni e poi spalancava le porte a vetro e correva nel cortile della scuola senza sosta per un’ora, alla disperata ricerca di un po’ di pace. A volte la sua disperazione era tale da fargli trovare la forza di sollevare panche e sedie e scaraventarle con quella furia che percorreva la sua testa e il suo corpo, una furia in attesa di un nome e di una cura. Disturbi dell’attenzione, iperattività, difficoltà relazionali…quanto può influire un’etichetta sul modo di essere di una persona e ancora più di un bambino?

    Marcus in palestra era semplicemente un giocatore come tutti gli altri, messo in panchina all’occorrenza, corretto nei fondamentali, preso ad esempio per la sua velocità nel correre da una linea all’altra. Per qualche mese il suo livello di attenzione non raggiungeva l’ora ma gli allenatori alternavano momenti di gioco a momenti in cui Marcus poteva essere una sorta di aiutante/viceallenatore, finalmente riconosciuto per qualcosa che sapeva fare bene, che fosse riordinare o fischiare e non più differenziato dagli altri.

    In campo nessuno lo ha più allontanato né provocato, anzi i compagni hanno iniziato a cercarlo e solo nel contatto con loro questo bimbo ha imparato a dosare la forza delle sue spinte e dei suoi abbracci, avere degli amici non era così male. Tutto quello che è un po’ troppo fa paura inizialmente…ma le guide tra i banchi di scuola e in campo possono costruire scenari unici.

    Ci dice Giulia, la sua allenatrice, che ha già vissuto lo stesso tipo di realtà a Napoli: “Marcus ha fatto enormi cambiamenti in positivo. Ancora adesso è spesso al centro di litigi, ma fortunatamente ha imparato a riconoscere in me l’autorità e mi rispetta”. “Mi rendo anche conto – prosegue – che va avvicinato con dolcezza, un linguaggio che lui non conosce. Le sue richieste di affetto hanno mille sfumature”.

    Il miracolo di Marcus e del suo sapere stare meglio in mezzo ai compagni è uno dei tanti miracoli dello sport: il confronto con i compagni, la condivisione di un campo, di uno spogliatoio e di un urlo liberatorio a fine allenamento tolgono etichette superflue e fanno sentire squadra le personalità più disparate. Squadra che per qualcuno diventa sinonimo di famiglia, e quando senti che per qualcuno sei indispensabile, diventi un miracolo vivente. Oggi Marcus è parte del team di Milano in via Polesine e si prepara ad affrontare il torneo di marzo con entusiasmo. Passione, tenacia ed impegno: chi di noi non lo vorrebbe nella sua squadra?

     

     

    On February 22, 2018
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  • Laureus logo

    NOMINATION LAUREUS WORLD SPORT AWARDS 2018

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    Le abbiamo aspettate a lungo ma finalmente sono arrivate! Le nomination per i Laureus World Sport Awards 2018 che si terranno a Monaco martedì 27 febbraio. Otto le categorie che assegneranno un premio nel corso della cerimonia e tra i nominati anche un italiano, Valentino Rossi, nella categoria “Comeback of the Year”.

    ROSSI E LA NOMINATION AGLI AWARDS

    Il comeback di Rossi inizia ad agosto 2017. Un grave infortunio, durante una seduta di allenamento la scorsa estate, gli provoca la frattura di tibia e perone. La corsa al ricercato decimo titolo mondiale è ormai compromessa ma il Dottore non ha mai perso la voglia di combattere che lo ha contraddistinto durante la carriera. Infatti dopo solo 24 giorni, Rossi era di nuovo in sella a una moto per disputare una gara del Motomondiale. Il pilota della Yamaha terminerà il mondiale in quinta posizione collezionando buone prestazioni anche post-infortunio.

    Gli altri sportivi in gioco nella tua categoria saranno: Chapecoense, Barcellona, Roger Federer, Sally Pearson e Justin Gatlin e sono determinati nel portare a casa l’ambito premio. In bocca al lupo Valentino da tutta Laureus Italia!

    Ecco la lista completa dei nominati per ciascuna delle otto categorie in gioco. Ricordiamo che anche tu puoi contribuire a scegliere il vincitore della categoria “Best Sporting Moment of the Year”! Come? Votando sul sito Mylaureus.com 

     

    elenco nominati laureus awards 2018

    On January 16, 2018
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  • Bando sport di periferia

    SUCCESSO PER IL BANDO SPORT DI PERIFERIA

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    Il giorno 8 gennaio è scaduto il termine per poter presentare domanda per partecipare al bando “Sport di Periferia”. L’iniziativa fortemente voluta da Fondazione Laureus Sport for Good Italia ONLUS,  la Fondazione Banco di Napoli e Meridonare ha suscitato un grosso riscontro in termini di entusiasmo e fermento da parte degli addetti al lavoro ma non solo. Queste tre realtà hanno collaborato insieme per avviare un percorso di costruzione e condivisione di obiettivi di prevenzione e riduzione del danno su minori provenienti da contesti difficili di aree urbane della città di Napoli. Lo sport farà da motore ed energia con l’obiettivo di sviluppare comunità.

    Il Bando vuole stimolare azioni su diversi livelli: territoriale, per facilitare l’interconnessione di relazioni sociali e progettualità educative tra enti del terzo settore e società sportive che lavorano negli stessi territori; educativo, attraverso l’ampliamento, l’integrazione e l’arricchimento dell’offerta di proposte educative presenti su un territorio con un’attività sportiva a forte valenza formativa; sociale, attraverso la promozione dell’integrazione e dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. Le risorse previste per i tre progetti finanziabili nella città di Napoli sono pari a un ammontare massimo complessivo (in funzione della qualità delle proposte pervenute) di 60.000 euro, ugualmente conferite dalle Fondazioni. Ciascuno dei tre progetti sarà supportato dalle Fondazioni per un totale massimo di € 20.000 € per progetto. Fondazione Laureus metterà inoltre a disposizione dei progetti finanziati un team di formatori, consulenti ed esperti nell’area monitoraggio e valutazione al fine di garantire la più corretta implementazione dei progetti sportivi/educativi.

    Adesso parte la seconda fase del bando, quella della valutazione e dello studio delle diverse proposte pervenute. Successivamente per i progetti più interessanti si avvieranno campagne di raccolta fondi sulla piattaforma di crowfunding Meridonare.

    On January 12, 2018
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  • Bando sport di periferia

    SPORT DI PERIFERIA

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    Nel rinnovare il loro impegno di sviluppo e promozione sociale, la Fondazione Laureus Sport for Good Italia ONLUS, la Fondazione Banco di Napoli e Meridonare hanno avviato un percorso di collaborazione, costruito sulla condivisione di obiettivi di prevenzione e riduzione del danno su minori provenienti da contesti difficili di aree urbane della città di Napoli.

    Nel dettaglio con il Bando “Sport di periferia”, l’attenzione si rivolge allo sport quale motore per lo sviluppo di comunità nella città di Napoli. Il Bando vuole stimolare azioni su diversi livelli: territoriale, per facilitare l’interconnessione di relazioni sociali e progettualità educative tra enti del terzo settore e società sportive che lavorano negli stessi territori; educativo, attraverso l’ampliamento, l’integrazione e l’arricchimento dell’offerta di proposte educative presenti su un territorio con un’attività sportiva a forte valenza formativa; sociale, attraverso la promozione dell’integrazione e dell’inclusione sociale di soggetti svantaggiati.

    Il Bando prevede la presentazione di tre Proposte di Progetto, in formato elettronico, entro le ore 12 del giorno 8 gennaio 2018, cui seguirà il processo di valutazione volto a selezionare quelle ritenute più valide e capaci di generare valore sociale sul territorio.

    Le risorse previste per i tre progetti finanziabili nella città di Napoli sono pari a un ammontare massimo complessivo (in funzione della qualità delle proposte pervenute) di 60.000 euro, ugualmente conferite dalle Fondazioni. Ciascuno dei tre progetti sarà supportato dalle Fondazioni per un totale massimo di € 20.000 € per progetto. Fondazione Laureus metterà inoltre a disposizione dei progetti finanziati un team di formatori, consulenti ed esperti nell’area monitoraggio e valutazione al fine di garantire la più corretta implementazione dei progetti sportivi/educativi.

    Il Bando vuole promuovere nuove forme di finanziamento attraverso la partnership con Meridionare S.r.L. la prima piattaforma di crowdfunding sociale meridionale che promuove le migliori idee del mezzogiorno e sostiene progetti sociali, culturali e civici che, grazie alla forza del web e della solidarietà, possono raccogliere le necessarie risorse non solo economiche per essere realizzati.

    Per conoscere nel dettaglio tutti gli elementi del Bando Sport di Periferia invitiamo a prendere visione del Bando.

    DOCUMENTI DISPONIBILI:

    On November 16, 2017
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  • Alessandra, lo sport e la voglia di aiutare.

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    Alessandra è una psicologa dello sport Laureus Italia a Milano. Ale è una persona speciale, e parlarvi di lei ci aiuta a spiegarvi il valore delle nostre figure educative. Per farlo, però vogliamo partire dall’epilogo di un’altra storia, da un’immagine: quella di Umberto.

    Umberto è un bambino di 8 anni, di origine rom. È in macchina con Alessandra e sta tornando a casa, nel campo in cui vive con la sua famiglia. È affacciato al finestrino del sedile posteriore con il vento che gli scompiglia i capelli ancora un po’ sudati, mentre mostra al mondo la medaglia che ha vinto nel torneo di fine anno. Sorride, cercando lo sguardo della gente in strada. Sorride e grida:

    “Io ho vinto, io oggi ho vinto!”.

    Il suo è un urlo di gioia che arriva finalmente a spazzar via tutta la rabbia che ha dentro. Umberto ha iniziato a giocare a basket con suo fratello nella sua scuola del quartiere Corvetto, a Milano. Alessandra lo descrive come un bambino insofferente fin da subito, sboccato e molto fisico. “Non era iperattivo, il suo non stare fermo era un sintomo di insofferenza. Entrava in campo e cominciava a tirare il pallone contro di noi e contro i compagni, con una violenza pazzesca. Se provavi a calmarlo urlava ancora di più e non c’era nulla che lo sedasse.”. Alessandra gli sta dietro, lo osserva, cerca di comprendere quali siano quelle emozioni negative che non è in grado di verbalizzare. Le prime settimane riesce solo a rincorrerlo fra i corridoi della scuola mentre scappa dal campo. Un giorno lo raggiunge in un’aula e lui, per infastidirla e mandarla via. comincia a stridere il gesso sulla lavagna. Alessandra rimane, sopportando il rumore fastidioso, fino a quando Umberto si calma. “Gli proposi di fare un disegno e lui disegnò la classica immagine di una montagna, con un torrente che vi scorre al centro, gli alberi sui lati e un omino in cima. Umberto mi disse che era lui. Mi disse: «Quello sono io, così mi butto giù. La mia vita non mi piace, sono stufo».

    Alessandra non riesce ad accettarlo, sa di poter fare qualcosa. Spesso sente ripetersi che bambini così non possono cambiare, che con loro si può agire solo con forza e con rigore, ma lei è convinta che ci sia un’altra via, un altro modo per restituirgli fiducia e sorrisi. E pian piano qualcosa inizia a cambiare.

    Un giorno Umberto è più agitato del solito. Diventa ingestibile appena dopo un solo giro di campo. Alessandra lo raggiunge per parlarci, ma lui le dice una parolaccia e scappa via, chiudendosi nello stanzino dei palloni. Lei si avvicina, bussa, ma non riesce ad aprire la porta. Poi appoggia la schiena contro il muro, si lascia scivolare a terra e gli sussurra «Però non è giusto». Passa qualche secondo e Umberto apre la porta quel tanto che basta per farsi guardare negli occhi, si affaccia e le risponde: «Scusami Ale, non volevo sbatterti la porta in faccia, però sono un po’ arrabbiato. Mi lasci da solo un paio di minuti e poi torno?». Poi richiude la porta, questa volta senza sbatterla; dopo 5 minuti torna in campo sorridente, e le chiede un pallone.

    “È stato quello il momento in cui ho capito che qualcosa era passato davvero. Io non l’ho rimproverato, gli ho solo detto “non è giusto”, non ho usato la forza, la mia autorità. Alla fine ti accorgi che la pazienza, l’ascolto, il dialogo, la comprensione pagano. Ed è questo, per me, ciò che può fare una figura educativa Laureus. Quel bambino oggi è cresciuto, sta finendo le medie, ma viene a cercarmi, mi chiama dal telefono della madre e mi chiede se può venire a giocare a basket.”

    Il basket per Umberto era diventato qualcosa di più. “Io l’ho inseguito miliardi di volte, lo ascoltavo. Secondo me ha avuto un senso, è servito a colmare in parte delle lacune, dei bisogni latenti insoddisfatti, una mancanza di ascolto e di considerazione. I bambini hanno bisogno di qualcuno che gli dica che sono bravi, e che se non ce l’hanno ancora fatta è sempre il momento buono per riprovarci”.

    In questo lo sport è straordinario, perché ti consegna delle regole non scritte, delle certezze, una disciplina non verbale. Alessandra ha dedicato allo sport tutta la sua vita e lo sa benissimo. Ha iniziato da piccola a fare pattinaggio sincronizzato su ghiaccio, e in breve tempo è diventata la sua attività principale, semplicemente la cosa più importante, come dice lei. Ora che ha appeso i pattini al chiodo, a 29 anni, ha deciso di mettersi a disposizione degli altri, di aiutare tanti bambini a ritrovare fiducia in sé stessi, ad accantonare problemi più grandi di loro grazie a “quel meraviglioso contenitore che è lo sport”. Un lavoro grande per restituirgli i bisogni della loro età, il quotidiano. Le piccole cose, appunto. Come un bambino affacciato a un finestrino che esibisce la sua medaglia, sorride, e grida: “Io oggi ho vinto.”

     

     

    On June 28, 2017
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  • Enzo, il Judo a Secondigliano

    Enzo, il judo a Secondigliano

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    Enzo è uno degli allenatori di Laureus Italia di Napoli. Di notte contabile al mercato ortofrutticolo, di giorno maestro di Judo nella palestra No Limits di Secondigliano. È nato e cresciuto poco lontano da lì, nel Rione Don Guanella, tra i quartieri di Miano e Scampia.

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    On April 26, 2017
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  • MILANO RELAY MARATHON 2017

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    Corri anche tu per Fondazione Laureus Italia Onlus!

    Il 2 Aprile Fondazione Laureus Italia Onlus corre a sostegno dei più di 1000 minori che vivono in contesti di forte deprivazione economica e sociale e che ogni anno vengono coinvolti in progetti sportivi ed educativi.

    Giunta alla sua settima edizione e con i suoi 42 km di percorso la Milano Relay Marathon ha visto coinvolte, in questi anni, più di 300 Organizzazioni Non Profit.

    Corri anche tu con noi, vai sul sito della Milano Relay Marathon, iscriviti alla staffetta a squadre e scegli di sostenere il progetto “Sport for Good – Polisportiva Laureus”.

    Come iscriversi alla staffetta

    Vai sul sito della Milano Relay Marathon, scegli Fondazione Laureus Italia Onlus e iscriviti a questo link. La quota di iscrizione totale per i quattro partecipanti alla staffetta sarà di 200 euro a squadra, 50 euro a persona.

    Successivamente potrai disporre il bonifico bancario:
    Intestato a: Fondazione Laureus Sport For Good Italia Onlus
    IBAN: IT03L0335901600100000004105
    Causale  “MM2017 – iscrizione staffetta – “Sport for Good- Polisportiva Laureus”.

    Ricorda: la quota che decidi di versare per partecipare alla staffetta è una donazione fiscalmente deducibile, quindi conserva la contabile del bonifico.

    Sostienici come Personal Fundraiser su Rete del Dono

    Puoi sostenerci sulla piattaforma Rete del Dono. Registrati come Personal Fundraiser sostenendo “Sport for Good – Polisportiva Laureus” e racconta il perché  hai deciso di correre solidale. Estendi l’invito ai tuoi amici, diffondilo sui social network e testimonia la tua iniziativa con foto e video. Aiutaci a promuovere lo sport come strumento di cambiamento sociale!

    On February 23, 2017
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  • D'O Eat Better

    DO EAT BETTER

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    Davide Oldani è Laureus Friend&Ambassador dallo scorso maggio, quando insieme ci recammo a Napoli per la nostra Project Visit 2016. In quest’occasione intervenne durante la nostra conferenza condividendo con il pubblico partenopeo la sua testimonianza di cuoco e di sportivo.
    Davide infatti, oltre ad essere uno dei più famosi chef stellati italiani, è anche da sempre legato con passione al mondo dello sport. Da giovanissimo aveva una promettente carriera calcistica, che tuttavia dovette abbandonare per un infortunio. Mai perdendosi d’animo però, approdò al mondo della corsa e del ciclismo, passioni che tutt’oggi coltiva combinandole con un sano interesse verso tutte le discipline sportive. Ciò che rende unico il nostro Davide è la continua ricerca di un’interazione tra lo sport e il cibo, due mondi che hanno in comune l’armonia, il rispetto, la condivisione e soprattutto la cultura del benessere.
    Alle scorse Olimpiadi di Rio, Davide è stato Food&Sport Ambassador di Casa Italia, proponendo menù che mixavano gusto, benessere e semplicità. Lo scorso primo settembre, inoltre, Davide è stato lo Chef Ufficiale della nostra Laureus F1 Charity Night, presentando un menù che ha sbalordito i nostri ospiti per lo straordinario estro creativo proposto con sobrietà e raffinatezza nei suoi piatti.
    L’insieme di queste esperienze e passioni sono state suggellate dalla pubblicazione del nuovo libro di Davide, “D’O, Eat Better. Ricette per lo sport”. Il grande chef si rivolge ai giovani sportivi, presentando 56 ricette che si contraddistinguono per la semplicità di realizzazione e per il focus sul benessere che apportano a corpo e mente. “Perché”, citando Malagò nella Prefazione del libro, “sport e cucina sono compagni di squadra nella sfida della vita e poi in quella sul campo”. Un progetto, questo, che trova noi di Laureus particolarmente entusiasti perché, come noi, vuole diffondere la consapevolezza che lo sport, insieme al cibo, è uno strumento potente per migliorare la vita delle persone.

    On September 20, 2016
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  • SMS SOLIDALE 2017

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    Nessuna partita è mai persa in partenza

    Fondazione Laureus Italia Onlus opera nei quartieri dove il disagio sociale è più forte, per far vivere a migliaia di ragazzi i valori dello sport.

    Da più di 10 anni gli insegniamo a dare un calcio alla paura a lottare per vincere la solitudine a correre verso un futuro migliore.

    Questi ragazzi hanno bisogno del tuo supporto.

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    On February 24, 2017
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  • UNA NOTTE DEDICATA ALLO SPORT E AL SOCIALE

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    Laureus F1 Charity Night, raccolti 357.460 euro per i progetti di Fondazione Laureus Italia Onlus

    Milano, 2 settembre 2016 – Si è svolta ieri, giovedì 1 settembre, al Mercedes-Benz Center di Milano la Laureus F1 Charity Night: una notte dedicata allo sport e al sociale. Numerosi gli ospiti e gli Ambasciatori Laureus protagonisti del red carpet: sportivi, attori e personaggi del mondo dello spettacolo, insieme per supportare bambini e ragazzi attraverso lo sport.

    Il Mercedes-Benz Center di Milano, per il terzo anno consecutivo, ha ospitato la Laureus F1 Charity Night: serata di fundraising dedicata allo sport e al sociale, nata per sostenere i progetti di Fondazione Laureus Italia Onlus che, dal 2005 ad oggi, hanno dato la possibilità ad oltre 3000 bambini e ragazzi che provengono da contesti urbani difficili, di poter migliorare la qualità della loro vita attraverso percorsi sportivi ed educativi.

    Fondazione Laureus Italia Onlus opera all’interno delle periferie delle grandi città italiane con l’obiettivo di sostenere minori con forti deprivazioni economiche e sociali utilizzando lo sport come strumento di supporto psico-pedagogico. Nella mission della Fondazione, le parole del suo Patron Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza là dove prima c’era solo disperazione”.

    Alla Laureus F1 Charity Night hanno partecipato leggende dello sport di ieri e di oggi, a fianco del campione Nico Rosberg, Ambassador della Fondazione. Il pilota ha affermato: “Mi appassiona il lavoro che Laureus sta facendo nel mondo e in Italia. Sono molto legato a questo Paese e in questo momento il mio pensiero va alle vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Italia negli ultimi giorni. Lo sport è il motore delle iniziative di Laureus e ci impegneremo affinché il potere dello sport possa infondere speranza nelle zone dove il terremoto ha seminato lutti e disperazione”.

    Durante la serata sono stati nominati Ambassador Laureus importanti personalità dello sport: il vincitore della medaglia olimpica di canottaggio Giuseppe Vicino, la campionessa di softball Alice Ronchetti, il cestista internazionale Danilo Gallinari, la pallavolista italiana Valentina Diouf, l’ex cestista Riccardo Pittis, la schermitrice Rossella Fiamingo e la pattinatrice Arianna Fontana.

    Il mondo dello spettacolo non è rimasto indietro in questa gara di solidarietà. Tanti volti noti, un parterre di stelle dello show italiano e Ambassador della Fondazione. Presenti ieri sera, la conduttrice televisiva Alessia Marcuzzi, madrina dell’evento e Friend of the Brand IWC, la smart Ambassador Cristina Chiabotto, l’attrice Martina Colombari, il giornalista sportivo Pierluigi Pardo, l’attore Giorgio Pasotti, il golfista Ascanio Pacelli e la moglie Katia, il conduttore radiofonico Joe Violanti, l’ex allenatore calcistico e Ambassador Laureus Fabio Capello, il vincitore dell’oro olimpico di ciclismo Fabian Cancellara, e la giornalista sportiva Federica Masolin che ha condotto la serata.

    Sotto i riflettori della Laureus F1 Charity Night anche le performer DDWeco – Drum Dance Women company – che hanno animato la serata trasmettendo tutta la loro energia in diversi spettacoli e Davide Oldani, chef stellato da poco entrato a far parte della rete Laureus come Ambassador, che è stato il protagonista in cucina proponendo agli ospiti un menù d’eccezione.

    Durante la serata, pezzi unici e pregiati donati da famosi luxury brand sono stati battuti da Christie’s, tra le più prestigiose case d’asta al mondo, o messi in palio per la lotteria: l’orologio Portofino Carica Manuale Grand Data, pezzo unico realizzato appositamente per la Laureus Charity Night Milano 2016 di IWC Schaffhausen, l’originale smartFORpeace realizzata in esemplare unico dalla giovane artista Roberta Cacciatore, vincitrice del contest autoRitratti di smart e donata da Mercedes-Benz Italia che ha deciso di offrire un ulteriore contributo, offrendo una somma equivalente a quella raggiunta dall’asta per smartFORstar per supportare le vittime del tragico terremoto che recentemente ha colpito il Centro Italia, l’orologio Reverso Grand Taille di Jaeger-LeCoultre, la Vespa Primavera 70° 125 cc con accessori esclusivi del 70° anniversario Vespa, il dipinto “Ali di gabbiano” di Jo Fabbri, l’orologio Capeland Shelby Cobra 1963 Competition in edizione limitata di Baume&Mercier, la stilografica Montblanc, la bicicletta di Fabian Cancellara in versione speciale per la sua ultima Milano-Sanremo, smoking e tight sartoriali Caruso realizzati su misura, due bottiglie Ferrari Trento, la borsa medium Drew di Chloé, la scultura lupo grande di Cracking Art, il dipinto “Lettera sulla speranza” di Alfredo Rapetti Mogol, voucher di soggiorno ME Milan Il Duca, biglietti della Società del Quartetto di Milano, quattro bottiglie di vino Frescobaldi, stola e clutch Missoni, occhiali L.G.R, servizio fotografico di Giovanni Gastel, borsa firmata Italian for Italy e una cena presso il ristorante di Berton. Tutti si sono impegnati donando le loro eccellenze per la raccolta fondi di Laureus. Grazie all’asta benefica sono stati raccolti 357.460 euro che verranno destinati a sostegno dei progetti attivi nelle città di Milano, Roma e Napoli.

    La serata ha beneficiato del supporto di tre sponsor: Gruppo Ospedaliero San Donato, fondato nel 1957, è tra i primi gruppi ospedalieri europei nonché primo in Italia e leader in tutte le specialità riconosciute, didattica universitaria e ricerca scientifica; Ferrari Trento che dal 1902 domina sul mercato nazionale e internazionale con i suoi spumanti di assoluta qualità e HRCommunity Academy, prima HR Global Network che riunisce i professionisti (HR Director, AD, HR Manager, VP) nel campo delle Risorse Umane facilitando il problem solving grazie a strategie innovative.
    Prezioso il supporto dei Global Partners che sostengono da anni tutti i progetti pensati, studiati e realizzati dalla Fondazione, con grande impegno e dedizione: Mercedes-Benz, marchio del gruppo Daimler, che rappresenta l’eccellenza nel mercato automobilistico premium e IWC Schaffhausen, la manifattura svizzera che produce sin dal 1868 capolavori di alta orologeria il cui valore non teme il trascorrere del tempo.

    “Siamo fieri di operare nei quartieri più impegnativi di Milano, Roma e Napoli, dove molti bambini vivono in condizioni di grandi difficoltà” ha dichiarato Daria Braga, direttore di Fondazione Laureus Italia Onlus. “Noi cerchiamo di sostenerli attraverso percorsi sportivi monitorati e gestiti dalle nostre equipe educative, che sono composte da allenatori, educatori e psicologi dello sport. Lo sport può essere per i nostri bambini un grandioso compagno di vita perché li allenerà al rispetto delle regole, alla fatica e a dare il meglio di sé; valori indispensabili per passare da una sconfitta ad una vittoria. Lo scorso anno i bambini sostenuti sono stati 1279 e mi auguro per gli anni a venire di raggiungerne sempre di più”.

    Maggiori informazioni sul sito www.laureus.it

    On September 6, 2016
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