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  • ♦ VOTA IL MOMENTO SPORTIVO DELL′ANNO

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    QUALE SARÀ IL MOMENTO SPORTIVO DEL 2018?

    • Dieci storie commoventi di sport si contendono il voto del pubblico da oggi, 7 gennaio, al 4 febbraio sul sito myLaureus.com
    • Il Laureus Sporting Moment of the Year celebra il fair play, la sportività, il sacrificio e la dedizione nello sport
    • I tre finalisti saranno annunciati il 4 febbraio 2019 e il vincitore sarà celebrato in occasione dei Laureus World Sports Awards che si terranno a Montecarlo il 18 febbraio 2019

    MILANO, 7 gennaio 2019 – Entra nel vivo la corsa per scegliere il momento sportivo del 2018. Tra marzo e dicembre dello scorso anno, gli appassionati hanno selezionato il loro momento sportivo del mese, selezionando storie emozionanti che dimostrano come lo sport possa avere un impatto positivo sul mondo. Fino al 4 febbraio, i 10 momenti sportivi prescelti competono l’uno contro l’altro e possono essere votati sul sito myLaureus.com. Le tre storie che avranno ottenuto il maggior numero di voti si contenderanno poi il titolo di “Laureus Sporting Moment of the Year” (Momento sportivo dell’anno), che verrà assegnato in occasione dei Laureus World Sports Awards, in programma a Montecarlo il prossimo 18 febbraio.

    I 10 MOMENTI SPORTIVI CANDIDATI SONO:

    DODDIE WEIR – IL GIGANTE

    Doddie Weir, leggenda del rugby scozzese con all’attivo 61 presenze in Nazionale, ha rivelato al mondo la sua battaglia contro la malattia terminale del motoneurone, che colpisce il sistema nervoso. Il suo ingresso in campo al Murrayfield Stadium, teatro delle sue imprese, in occasione della sfida tra Scozia e Nuova Zelanda, ha emozionato tutti i tifosi presenti sugli spalti. Weir sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite la “My Name’5 Doddie Foundation”.

    JOE THOMPSON – SOGNO A WEMBLEY

    Dopo aver sconfitto per due volte il linfoma di Hodgkin nel 2013 e 2017, Joe Thompson, centrocampista del Rochdale, è riuscito a coronare il suo sogno di giocare a Wembley. Lo ha fatto in occasione della sfida di FA Cup contro il Tottenham Hotspur.

    XIA BOYU – SFIDA AL DESTINO

    Nel 1975, durante il suo primo tentativo di scalare l’Everest, Xia Boyu ha perso l’uso di entrambi i piedi per aver ceduto il suo sacco a pelo a un compagno di spedizione mentre era in corso una tormenta di neve in alta quota. A 69 anni, al quinto tentativo con le protesi ai piedi, Xia Boyu ha raggiunto quota 8.848 metri, diventando il secondo doppio amputato ad aver scalato l’Everest, il primo in assoluto dal lato nepalese.

    SVEN HANNAWALD E KAMIL STOCH – BENVENUTO NEL CLUB

    Il tedesco Sven Hannawald, il primo saltatore con gli sci capace nel 2001-2002 di vincere tutte le gare del torneo dei quattro trampolini, stava commentando in diretta, a Bischofshofen, in Austria, l’ultima prova del polacco Kamil Stoch. Quando Sven ha visto che Kamil ha realizzato il Grande Slam, diventando il secondo uomo a riuscire nell’impresa, istintivamente ha abbandonato la cabina di commento per congratularsi personalmente con lui. In un atto di rispetto e sportività, Sven ha dato il benvenuto a Kamil nel suo esclusivo club di salto con gli sci.

    SIYA KOLISI – UNO STORICO CAPITANO

    Siya Kolisi ha scritto la storia del Sudafrica, nel rugby e non solo, diventando il primo giocatore di colore a indossare la fascia di capitano in 126 anni di storia degli Springboks. Lo scorso mese di giugno Kolisi ha esordito da capitano nel test match disputato, a Ellis Park, contro l’Inghilterra.

    GILBERTO MARTINEZ – REQUIEM ALLA COPPA DEL MONDO

    Gilberto Martinez, tifoso della nazionale messicana di calcio, aveva pianificato di portare la sua famiglia ad assistere all’esordio del Messico ai Mondiali di Russia. Ma, ad aprile, in un tragico incidente automobilistico, Gilberto ha perso la moglie e i due figli. Ciononostante, per elaborare il lutto, il suo terapeuta gli ha consigliato di intraprendere lo stesso il viaggio. Gilberto ha seguito il suo consiglio, conquistando l’ammirazione di tutti.

    EDWARD MILLS – QUESTO È PER TE, MAMMA

    Quando a sua madre è stato diagnosticato un cancro in fase terminale, Edward Mill, un bambino di otto anni, ha deciso di affrontare una sfida solo all’apparenza più grande di lui. Per raccogliere fondi per la ricerca, Edward ha scalato l’Old Man of Hoy, un faraglione in arenaria rossa sull’isola scozzese di Hoy, nel mare del nord, alto 137 metri. Il bambino è diventato la persona più giovane a riuscire nell’impresa, raccogliendo più di £35.000, un fantastico omaggio alla madre scomparsa.

    PATRICK TAYLOR – UN MESSAGGIO SPECIALE

    Il programma radiofonico “Test Match Special” della BBC Radio è una vera istituzione nel mondo del cricket. Così, quando il padre di Patrick Taylor è deceduto, il figlio sapeva benissimo come ricordarlo nel migliore dei modi. Il commovente omaggio di Patrick al padre, ricco di riferimenti al cricket, è stato letto durante il programma del noto commentatore Jonathan Agnew, toccando il cuore dei fan di tutto il mondo.

    PETER THOMPSON – TOUR DE FORCE

    Peter ha percorso, correndo a piedi, l’intero itinerario del Tour de France, coprendo 3.351 km in 68 giorni. L’impresa di Peter, giunto sugli Champs-Élysées di Parigi appena tre giorni prima dell’arrivo del Tour de France ufficiale, è stata ancora più memorabile per i risultati ottenuti dalla raccolta fondi a favore del progetto “Marathons for the Mind”, che in totale ha raggiunto ben £42.000.

    PAUL GUEST E EDWIN VERMETTEN – COMPAGNI D’ARMI

    Il valore degli Invictus Games è stato incarnato perfettamente nel corso del torneo di tennis di tennis sulla sedia a rotelle. Nel corso di un match Paul Guest, veterano di guerra, affetto da PTSD (disturbo da stress post-traumatico), è entrato in crisi, sentendo il rumore delle pale di un elicottero a bassa quota. Un rumore che gli ha ricordato i giorni della guerra. In suo soccorso è intervenuto il compagno di doppio, Edwin Vermetten, che gli ha permesso di superare il momento di difficoltà, consentendo alla coppia di proseguire la partita.

    Per guardare questi videoclip emozionanti e commoventi e VOTARE il tuo preferito, visita il sito web myLaureus.com.

     

     

    On January 8, 2019
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  • ♦ LA DOLCEZZA IN UN PUGNO

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    Limpido come l’acqua, leggero e furtivo come un ghepardo, violento come un uragano, forte come una roccia, fragile come un cristallo. Tante sono le contraddizioni che anticipano il piccolo Idris sul campo di basket della scuola elementare Tommaso Grossi, a Milano. Il suo cuore è rimasto in Egitto con la meravigliosa nonna che lo ha cresciuto fino ai sei anni. Poi Idris è arrivato in Italia, arrabbiato e confuso, con un papà giovane e affaticato da diversi lavori e responsabilità e una mamma fantasma, distaccata e anaffettiva. Idris, racconta la sua maestra, il primo anno di scuola non rideva mai, era cupo e silenzioso, poi inaspettatamente diventava violento con i compagni e con le maestre, senza un apparente motivo, una violenza implacabile che poteva distruggere tutto, forse la protesta silenziosa di aver perso l’unica persona che per lui aveva tempo e parole tenere.

    Ai primi di maggio, in occasione della Festa della Mamma, Idris ha messo nero su bianco le sue prime parole in italiano, erano parole per la sua nonna, poche parole di disperata nostalgia. Per le insegnanti è stato difficile creare un rapporto di fiducia con un bambino ferito, con sbalzi di umore frequenti e di difficile gestione. Idris ha sempre comunicato meglio con il suo corpo, le sue doti motorie erano notevoli sia che scappasse in corridoio sia che corresse durante l’ora di motricità. Il suo modo di muoversi, così come i suoi sguardi e le sue prime parole in italiano, è sempre stato sfrecciante ma indomabile.

    Idris è cresciuto, ha imparato le regole della classe, ha imparato la lingua per comunicare la quiete e la tempesta che lo attraversavano: ma trovare degli amici con i suoi repentini slanci di amore e di odio sembrava impossibile. Una carezza era seguita da un pugno senza apparente motivazione. Idris era temuto da tutti.  Un giorno una visita medica ha svelato il segreto delle contraddizioni del piccolo: gravi problemi di ipertiroidismo dalla nascita, mai curati, e la sua tiroide per qualche strano motivo genera in lui sbalzi umorali di origine chimica. Come gestire il piccolo Idris al di là della terapia? Come aiutarlo a trovare il suo posto nel mondo? Le maestre hanno così pensato di proporre a Idris l’incontro con Laureus e il progetto minibasket per trovare gratificazioni che superassero la triste consapevolezza di non poter controllare qualcosa che portava dentro di sé. I primi allenamenti con Idris si potevano paragonare ad un giro sulle montagne russe… la sua violenza intrecciata di tenerezza, la sua purezza e la sua incapacità di mentire o di scendere a compromessi gli ha reso i rapporti con i compagni di squadra difficili, ogni sconfitta ogni errore era un uragano che il suo piccolo corpo non poteva contenere, e il contatto di un compagno o di un allenatore era desiderato ma temuto. Idris è stato comunque accolto e valorizzato per quello che sapeva fare, la sua bravura è stata coltivata dagli allenatori, la sua rabbia è stata trasformata in un’energia da leader, e il bimbo è divenuto il custode delle regole della palestra e dello stare insieme. Corre come un fulmine, vola a canestro, aiuta i compagni che sono in difficoltà: con la palla da basket tra le mani si sente forte, capace di controllare un tiro o un passaggio, paladino dello sport, le sue tempeste si liberano in una corsa da un’area all’altra del campo, e la quiete si palesa ad ogni pacca sulla spalla dell’allenatore.

    Idris quando si allena ride di gusto, ha trovato un posto in cui poter sfrecciare. Con Laureus è stato tutto più chiaro, nel pugno di Idris si nascondeva un’indomabile dolcezza.

    On December 18, 2018
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  • ♦ MINE VAGANTI: L′APPARENZA E LA SOSTANZA

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    Antonio era in crisi con maestre e familiari, una vita segnata da silenzi e momenti di agitazione improvvisa. A soli 7 anni sembrava stanco di vivere. Non si relazionava con nessun compagno, qualsiasi materia sembrava difficile e incomprensibile. Antonio rimaneva zitto e fermo di fronte a qualsiasi stimolo, chiuso in sé stesso con le braccia serrate e il viso triste; un comportamento a tratti autistico che ha spinto la maestra Betty e i genitori a chiedere consulto alla UONPIA, il servizio di neuropsichiatria infantile.

    In attesa degli esiti dei test, la maestra ha suggerito di iscrivere il piccolo ad un’attività proposta da Laureus, il progetto minibasket, per favorire la socializzazione del bambino con i compagni. Antonio, una volta entrato in palestra, sembrava incuriosito dai bambini che correvano e da quel pallone che entrava nel cesto sospeso in aria, ma tutto appariva molto difficile per lui e scelse la panchina. Si rannicchiò rivolgendo le spalle al campo e rifiutandosi di provare a fare qualsiasi esercizio, “tanto io non sono capace e voglio andare a casa mia“.

    Nonostante le apparenze, Laureus c’era su quel campo, e quella tutor seduta in panchina ha sempre accolto Antonio, i suoi sguardi schivi e i suoi giochi solitari, ha pazientemente ascoltato le sue poche parole e ha avvicinato quel pallone troppo difficile da lanciare alla sua area gioco. In quell’angolo lontano dal giudizio tanto temuto, Antonio ha sperimentato che palleggiare appariva meno complesso di quanto sembrasse, e avvicinatosi al canestro ha provato il piacere di segnare qualche punto lontano da tabelloni e commenti.

    Ha iniziato a entrare in campo silenziosamente, a copiare gli esercizi, a interagire con qualche compagno senza bisogno di parole. Quando arrivarono i risultati dalla Uonpia , Antonio aveva già disputato il suo primo torneo Laureus, sotto gli occhi stupiti di mamma e papà. Il suo apparente isolamento non era dato da difficoltà cognitive né da spettro autistico. Antonio soffriva di ansia da prestazione, in ogni contesto.

    Oggi Antonio segue il programma scolastico con la diffidenza e la paura che ancora lo accompagnano, ma è incoraggiato a mettersi alla prova. Continua a giocare a basket, è il suo secondo anno, ed è uno dei giocatori più precisi e attenti che un allenatore possa desiderare. Non sembra fanatico come altri compagni più entusiasti ed estroversi, tuttavia parlando con lui si può scoprire la magia che ha compiuto lo sport. Antonio dall’inizio dell’anno conta i canestri che fa ad ogni allenamento, e la crescita di quel numero lo motiva a non smettere mai di provare anche le attività più difficili: corre, salta, ride e marca a uomo.

    Le apparenze possono davvero ingannare: Antonio sembrava un bambino impaurito, ma ora Laureus sa che è un campione in un corpo da bambino.

    On December 5, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #11

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Quando a fine allenamento l’istruttore formava il “cerchio” prima dei saluti, lui era sempre al centro, in prima fila, con lo sguardo rivolto verso l’alto attentissimo a non perdere una “virgola” sui commenti dell’allenatore e su comunicazioni riguardo appuntamenti successivi. Mai saltato un giorno di scuola per non saltare un solo allenamento del progetto basket, implementato dalla Laureus in collaborazione con la Kouros Napoli nella sua scuola IC San Gaetano, situata nella periferia nord.

    Primo di tre figli. Padre emigrato al nord per lavoro ed invano atteso tutte i fine settimana, aveva capito bene l’importanza che avevano quelle nuove persone nella sua vita. “Coach datemi le chiavi, prendo io i palloni”; “coach vado dal custode, faccio accendere le luci della palestra”; “coach cerco uno straccio per asciugare le gocce di condensa sul campo”. Perspicace e collaborativo, sin dal primo giorno del progetto, Salvatore, classe 2002, aveva iniziato a giocare il basket a scuola nel gennaio 2014. “Coach contatto io Sabatino, lo convinco a non mancare più in palestra”; “Coach sistemo io le borse nella vostra auto altrimenti “questi” fanno spaccare la mensola del cofano”. Sorprendentemente  responsabile nonostante i suoi dodici anni,  Salvatore frequentava il basket prendendosi cura di tutte le componenti, persone e materiali, che permettevano il buon proseguimento del progetto al quale teneva immensamente. Timido, rispettoso,  aveva trovato un punto d’incontro che lo teneva impegnato fuori dal suo rione fatto di statica periferia e di coetanei con interessi  troppo diversi dai suoi.

    Bravo giocatore, instancabile battagliero, oggi continua a giocare nel campionato FIP Under 15, allenandosi cinque giorni a settimana, oltre alla partita domenicale.

    Nell’ottobre 2017,il responsabile tecnico della ASD Kouros Napoli, gli ha proposto di fare da assistente all’istruttore del nuovo progetto Laureus con bambini di nove e dieci anni.

    Da allora, oltre a continuare con profitto l’attività di giocatore, svolge il nuovo compito con responsabilità e dedizione, frequenta i corsi di aggiornamento e formazione e guadagna anche un piccolo compenso mensile, che gli permette di  valutare un po’ di più le sue qualità, normalmente ridotte dalla sua eccessiva timidezza; ma principalmente si prende cura dei bambini per permettere di proseguire l’obiettivo del progetto al quale teneva e tiene immensamente.

    On November 21, 2018
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  • ♦ PALESTRAMORE

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    E venne il giorno della gara.
    E poi passò.
    Rimase un impetuoso desiderio di palestra.
    Palestra, laboratorio, officina, fabbrica, pieve, casa.
    Il profumo, l’odore, la  puzza di sport
    Rumore di attrezzi, urla, silenzi, respiri, risate e stridio di muscoli.
    E geometrie, estetica, bellezza coraggio, coralità, stereofonia, desiderio di gloria.
    E poi no, non ci siamo,
    Rigiochiamo, ritentiamo, ripetiamo, rinnoviamo,  riviviamo, la nostra sete di gloria quotidiana di essere il meglio che possiamo qui come nella vita.

    Gianni Ghidini

    On November 9, 2018
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  • ♦ GLOBAL SUMMIT LAUREUS SPORT FOR GOOD

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    130 programmi di sport per lo sviluppo uniscono le forze al più grande vertice di Laureus Sport for Good mai realizzato

    Il Global Summit Laureus Sport for Good in partnership con Allianz porta a Parigi programmi sportivi radicati nelle comunità locali di tutto il mondo per condividere le conoscenze e le migliori prassi in materia di inclusione e uguaglianza di genere.

    “Questo evento è stato molto significativo per ricordarci che il movimento Sport for Good è in mani capaci di innovare e fonte di ispirazione, ha affermato il Presidente di Laureus Academy Sean Fitzpatrick.

    Laureus Sport for Good si sta impegnando ad affermarsi in Francia con il supporto di Mercedes-Benz.

    Programmi sportivi mirati al cambiamento e fonte di ispirazione, provenienti da tutto il mondo, hanno delineato il loro impegno a continuare a lavorare con i giovani utilizzando lo sport per creare una società più inclusiva. L’evento, che si è svolto all’INSEP di Parigi, ha coinvolto 130 programmi sostenuti da Laureus organizzati in sessioni motivazionali, discussioni coinvolgenti e dibattiti appassionati.  L’attenzione è stata rivolta al modo in cui lo sport può plasmare una società in cui le persone con diverse esigenze fisiche e intellettuali siano pienamente integrate, e a cui le donne e le ragazze partecipino in modo paritetico.

    I leader del programma hanno condotto sessioni di formazione sui metodi che utilizzano per rendere le loro comunità e programmi più inclusivi ed esempi di parità di genere. Oltre ad imparare a svilupparsi come leader nel settore dello sport mirato alla creazione di apertura e miglioramento, i delegati aderenti al Summit hanno avuto anche la possibilità di relazionarsi con leggende sportive e membri della famiglia Laureus. Ai campioni olimpici e paralimpici Daley Thompson, Tanner-Grey Thompson, Fabian Cancellara, Anna Schaffelhuber e Andy Barrow si sono unite le leggende del rugby Sean Fitzpatrick e Bryan Habana, l’asso del cricket Steve Waugh, la star internazionale di calcio Jens Lehmann e la leggenda del tennis Mansour Bertoni. Queste glorie sportive hanno condiviso le proprie esperienze personali sul potere dello sport per cambiare la vita e hanno ispirato i leader del programma a continuare il loro lavoro come motore che cambia la vita.

    Laureus Sport for Good, con il sostegno di Mercedes-Benz Francia, ha anche annunciato la sua intenzione di espandere la sua attività fonte di cambiamento grazie allo sport per migliorare la vita dei giovani in Francia.

    Nel corso dei prossimi dodici mesi, Laureus inizierà a sostenere partner innovativi a Parigi, Lione, Lilla e Marsiglia. Sia Laureus che Mercedes si impegnano a collaborare con le comunità per migliorare la coesione e la mobilità sociale attraverso il potere dello sport. Sean Fitzpatrick, Presidente della Laureus World Sports Academy, ha dichiarato: “Abbiamo vissuto tre giorni incredibili qui a Parigi. Siamo estremamente orgogliosi del lavoro che i partner del programma Laureus stanno facendo in tutto il mondo, usando lo sport per aiutare i giovani a superare la violenza e la discriminazione. I partner del nostro programma sono profondamente radicati nelle loro comunità locali, ovunque lavorino, ed è stato meraviglioso sentire parlare dei modi creativi in cui lo sport viene utilizzato per modellare le vite e trasformare le comunità”.

    On October 19, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #10

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    Ottobre. Via Beato Angelico a Milano. C’è il sole. È sabato.

    Una giornata di formazione a trenta giovani allenatori. Figli della Pro Patria 1883, Polisportiva milanese di primo piano e di grande storia.

    È la Fondazione Laureus ad essere stata scelta da questa storica società sportiva, per testimoniare non solo la stima reciproca ma una base di valori comuni centrati sullo sport.

    Abbiamo seminato per sei ore. È uno dei compiti più ambiziosi di Fondazione Laureus, formare allenatori che sappiano unire l’aspetto sportivo e quello educativo.

    Un piacere ed un onore al fianco di Alessandra Stella, psicologa dello sport.

    Secondo la giusta prassi della formazione, abbiamo preparato un test finale di comprensione per avere un feedback dai nostri uditori. Gli allenatori dovevano indicare i fattori chiave che un allenatore di qualità deve sempre tenere presente, e ciò che mai, per nessun motivo deve fare per non cadere nel pressapochismo e nella mediocrità educativa e sportiva.

    Ecco la sintesi delle risposte.

    Cosa devo sempre ricordare:

    • Mostrare interesse e partecipazione per l’arrivo in palestra dei bambini;
    • Dettare e spiegare il senso delle regole che governeranno la vita del gruppo;
    • Essere accogliente ed autorevole nello stesso tempo;
    • Essere ambizioso nella ricerca dei miglioramenti di tutti i bambini e del gruppo;
    • Di essere un esempio;
    • “Sudare” entusiasmo e partecipazione;
    • Favorire la partecipazione gioiosa ed appassionata dei bambini, perché senza questo non c’è apprendimento;
    • Rispettare i bambini ed i loro diritti senza compiacerli sempre;
    • Considerare le differenze individuali come storie e sensibilità.

    Cosa non devo mai fare:

    • Demotivare i bambini attraverso una scarsa partecipazione emotiva;
    • Non far seguire alle parole i fatti;
    • Il boss ma cercare di essere un leader positivo;
    • Avere un volto inespressivo di fronte alle vicende dell’allenamento;
    • Annacquare l’immaginazione fantastica che lo sport porta con sé;
    • Proporre sempre cose facili così da accontentare tutti;
    • Abbandonare gli ultimi;
    • Sottovalutare od ignorare le loro emozioni;
    • Sottolineare solo i difetti e non rimarcare anche il positivo;

    È un lavoro e una passione preparare i raccolti di domani. E con queste basi si può fare.

    On October 17, 2018
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  • ♦ INSIEME PER GENOVA: LA GRANDE PARTITA DI SOLIDARIETA′ CON LA NAZIONALE BASKET ARTISTI

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    Si giocherà venerdì 12 ottobre al PalaFerraris, fondi a favore delle famiglie sfollate dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Squadra allenata da Giampiero Ventura.

    La Nazionale Basket Artisti è un team formato da personaggi dello spettacolo, della Televisione e da Campioni del basket che da 18 anni gioca a pallacanestro per solidarietà. Ad oggi, tra i convocati ci sono DJ Ringo (Direttore Artistico di Virgin Radio), Geppi Cucciari, Fabrizio Biggio (i Soliti Idioti), gli ex calciatori del Milan Massimo Ambrosini e Alessandro Costacurta, l’attrice Valeria Solarino, il musicista Fabio Frizzi(fratello di Fabrizio per tanti anni Presidente del team degli artisti), i comici liguri Antonio Ornano, Maurizio Lastrico e Stefano Nosei, i giornalisti Stefano Meloccaro, Alessandro Mamoli, Flavio Tranquillo e Bibi Velluzzi, la cantante Simona Molinari, gli imprenditori Ottavio Missoni e Paolo Beretta, i dj Pippo Palmieri (Zoo di 105) e Marco Galli (Radio GRP).

    Il 14 agosto l’Italia intera, ed in particolare il Nord-Ovest, veniva scossa dal disastro dovuto al crollo del Ponte Morandi di Genova. Il “Ponte di Brooklyn”, com’erano soliti chiamarlo i genovesi per la sua imponenza, era l’arteria principale di collegamento tra mare e montagna, tra Italia e Francia, ma anche tra Genova stessa: il suo crollo ha comportato una città divisa in due, ma anche disagi nella viabilità e tantissime famiglie sfollate che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. “Da quel momento è iniziata una catena di solidarietà dal quale nessuno si è tirato indietro e in cui come società crediamo particolarmente e vogliamo farne parte” comunica lo staff. “E’ stato un onore accettare l’invito della Nazionale Basket Artisti: organizzare al PalaFerraris una partita tra il team degli artisti e dall’altra parte i campioni della pallacanestro che per una sera indosseranno la divisa Zena Friends”

    INFO

    On October 10, 2018
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  • ♦ LA LEGGENDA DEL CALCIO CAFU INCONTRA LA VINCITRICE DEL CONCORSO DI DISEGNO DI IWC

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    La leggenda del calcio brasiliano e membro della Laureus Academy, Cafu, ha visitato l’Instituto Reação in Brasile, un programma supportato da Laureus Sport for Good, dove ha incontrato Ana Claudia, una ragazzina di 11 anni. Con il suo disegno sul tema E’ tempo di essere sani inciso sul retro dell’orologio Pilot’s Watch Mark, XVIII edizione della Fondazione “Laureus Sport for Good”, Ana ha vinto il concorso di disegno che IWC organizza ogni anno nell’ambito dei programmi della Fondazione. “Sono felice che Ana abbia vinto questa competizione che raccoglie fondi per aiutare bambini svantaggiati in tutto il mondo – ha dichiarato Cafu – Questo dimostra l’efficacia di Laureus nel costruire ponti tra le comunità.

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    On October 8, 2018
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  • ♦ LA STORIA DI UNA BAMBINA DELL′ESQUILINO

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    Success ha iniziato a giocare a pallavolo a metà gennaio, timida al limite di una chiusura preoccupante.

    Inizialmente era molto attaccata alla madre, e ad ogni movimento durante gli allenamenti si girava verso di lei per assicurarsi della sua presenza. Per Success non è stato facile cominciare a relazionarsi con gli altri bambini, soprattutto perché tecnicamente era un po’ inadeguata.

    Ora ha una frequenza regolare ai corsi, e soprattutto, grazie all’amicizia ed ai legami che sta costruendo, sono stati gli stessi bambini ad insegnarle tecniche ed accorgimenti per riuscire nella pallavolo. Un gruppo accogliente è capace di fare integrazione. Ed inoltre l’insegnamento da un ‘pari’ è più facile ed istintivo da recepire.

    Questo è un valore fondamentale che attraverso il Progetto Educativo di Squadra, caratteristico del metodo Laureus, l’allenatore costruisce nel corso dell’anno sportivo.

    Stella, istruttrice di volley presso l’associazione dell’Esquilino, ci racconta la storia dell’evoluzione di Success all’interno del gruppo. E’ una storia che viene da lontano ed è trasmessa con uno sguardo particolare, frutto del metodo Laureus, secondo cui ogni bambino è fondamentale per il gruppo o la squadra che frequenta. L’evoluzione della sua storia personale, le tracce del percorso che dovrà fare, sono già disegnate nella mente della sua allenatrice, che farà leva sullo sport per farla fiorire.

    Ecco la traduzione del metodo di come costruire un gruppo unito data da Stella: “Durante gli allenamenti sono solita fare tre squadre e delle partite corte da 5 punti. In questo modo i bambini possono muoversi di più, poiché il gruppo che rimane fuori deve l’allenarsi contro il muro.

    Oltre a dare dinamicità agli allenamenti, dividere i ragazzi in piccoli gruppi facilita la coesione della squadra perché stimola la comunicazione tra di loro. Durante il tempo in cui non sono sul campo possono parlare tra loro della partita. L’idea è quella di motivarli ad auto-organizzarsi: in questo modo possono confrontarsi, ed è frequente che quando sono fuori uno insegni all’altro come palleggiare o fare il bagger. Per quanto riguarda il caso di Success una delle ragazze in particolare, Anita, è molto sensibile alla sua situazione e la aiuta cercando di trasferirle la sua esperienza tecnica.

    Adesso Success conosce le posizioni, sa come ci si muove in campo, conosce alcune regole del gioco e rispetta maggiormente le dinamiche e le ritualità del gruppo.

    Attualmente è più sicura e riesce a seguire con più facilità gli esercizi proposti, si ricorda delle attività precedenti, ha imparato velocemente e si dimostra più sciolta in campo. Da poco ha comprato le ginocchiere, segno della volontà di integrarsi ancora di più all’interno della disciplina, all’interno del gruppo”.

    L’allenatrice, con cuore e determinazione, ha indirizzato i suoi sforzi a stimolare la collaborazione e la cooperazione all’interno del gruppo. Con pazienza, competenza e dedizione ha indotto i compagni della ragazza ad aiutarla, a trasmetterle nozioni tecniche e, in senso più ampio, a farla diventare sempre più partecipe del gruppo.

    Attenzioni semplici, ma sono le piccole azioni quotidiane perseguite in un gruppo accogliente che cambiano la percezione che i ragazzi hanno di sé stessi e delle relazioni che si sviluppano attorno a loro.

    Avere un adulto competente che si offre come riferimento del tuo cammino, ti sprona, ti stimola, ti protegge, mette la inevitabile frustrazione a servizio della crescita del ragazzo.

    Questa è la differenza qualitativa che Laureus porta con sé.

    Laureus, lo sport che cambia la vita.

     

     

    On October 2, 2018
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