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  • Alessandra, lo sport e la voglia di aiutare.

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    Alessandra è una psicologa dello sport Laureus Italia a Milano. Ale è una persona speciale, e parlarvi di lei ci aiuta a spiegarvi il valore delle nostre figure educative. Per farlo, però vogliamo partire dall’epilogo di un’altra storia, da un’immagine: quella di Umberto.

    Umberto è un bambino di 8 anni, di origine rom. È in macchina con Alessandra e sta tornando a casa, nel campo in cui vive con la sua famiglia. È affacciato al finestrino del sedile posteriore con il vento che gli scompiglia i capelli ancora un po’ sudati, mentre mostra al mondo la medaglia che ha vinto nel torneo di fine anno. Sorride, cercando lo sguardo della gente in strada. Sorride e grida:

    “Io ho vinto, io oggi ho vinto!”.

    Il suo è un urlo di gioia che arriva finalmente a spazzar via tutta la rabbia che ha dentro. Umberto ha iniziato a giocare a basket con suo fratello nella sua scuola del quartiere Corvetto, a Milano. Alessandra lo descrive come un bambino insofferente fin da subito, sboccato e molto fisico. “Non era iperattivo, il suo non stare fermo era un sintomo di insofferenza. Entrava in campo e cominciava a tirare il pallone contro di noi e contro i compagni, con una violenza pazzesca. Se provavi a calmarlo urlava ancora di più e non c’era nulla che lo sedasse.”. Alessandra gli sta dietro, lo osserva, cerca di comprendere quali siano quelle emozioni negative che non è in grado di verbalizzare. Le prime settimane riesce solo a rincorrerlo fra i corridoi della scuola mentre scappa dal campo. Un giorno lo raggiunge in un’aula e lui, per infastidirla e mandarla via. comincia a stridere il gesso sulla lavagna. Alessandra rimane, sopportando il rumore fastidioso, fino a quando Umberto si calma. “Gli proposi di fare un disegno e lui disegnò la classica immagine di una montagna, con un torrente che vi scorre al centro, gli alberi sui lati e un omino in cima. Umberto mi disse che era lui. Mi disse: «Quello sono io, così mi butto giù. La mia vita non mi piace, sono stufo».

    Alessandra non riesce ad accettarlo, sa di poter fare qualcosa. Spesso sente ripetersi che bambini così non possono cambiare, che con loro si può agire solo con forza e con rigore, ma lei è convinta che ci sia un’altra via, un altro modo per restituirgli fiducia e sorrisi. E pian piano qualcosa inizia a cambiare.

    Un giorno Umberto è più agitato del solito. Diventa ingestibile appena dopo un solo giro di campo. Alessandra lo raggiunge per parlarci, ma lui le dice una parolaccia e scappa via, chiudendosi nello stanzino dei palloni. Lei si avvicina, bussa, ma non riesce ad aprire la porta. Poi appoggia la schiena contro il muro, si lascia scivolare a terra e gli sussurra «Però non è giusto». Passa qualche secondo e Umberto apre la porta quel tanto che basta per farsi guardare negli occhi, si affaccia e le risponde: «Scusami Ale, non volevo sbatterti la porta in faccia, però sono un po’ arrabbiato. Mi lasci da solo un paio di minuti e poi torno?». Poi richiude la porta, questa volta senza sbatterla; dopo 5 minuti torna in campo sorridente, e le chiede un pallone.

    “È stato quello il momento in cui ho capito che qualcosa era passato davvero. Io non l’ho rimproverato, gli ho solo detto “non è giusto”, non ho usato la forza, la mia autorità. Alla fine ti accorgi che la pazienza, l’ascolto, il dialogo, la comprensione pagano. Ed è questo, per me, ciò che può fare una figura educativa Laureus. Quel bambino oggi è cresciuto, sta finendo le medie, ma viene a cercarmi, mi chiama dal telefono della madre e mi chiede se può venire a giocare a basket.”

    Il basket per Umberto era diventato qualcosa di più. “Io l’ho inseguito miliardi di volte, lo ascoltavo. Secondo me ha avuto un senso, è servito a colmare in parte delle lacune, dei bisogni latenti insoddisfatti, una mancanza di ascolto e di considerazione. I bambini hanno bisogno di qualcuno che gli dica che sono bravi, e che se non ce l’hanno ancora fatta è sempre il momento buono per riprovarci”.

    In questo lo sport è straordinario, perché ti consegna delle regole non scritte, delle certezze, una disciplina non verbale. Alessandra ha dedicato allo sport tutta la sua vita e lo sa benissimo. Ha iniziato da piccola a fare pattinaggio sincronizzato su ghiaccio, e in breve tempo è diventata la sua attività principale, semplicemente la cosa più importante, come dice lei. Ora che ha appeso i pattini al chiodo, a 29 anni, ha deciso di mettersi a disposizione degli altri, di aiutare tanti bambini a ritrovare fiducia in sé stessi, ad accantonare problemi più grandi di loro grazie a “quel meraviglioso contenitore che è lo sport”. Un lavoro grande per restituirgli i bisogni della loro età, il quotidiano. Le piccole cose, appunto. Come un bambino affacciato a un finestrino che esibisce la sua medaglia, sorride, e grida: “Io oggi ho vinto.”

     

     

    On June 28, 2017
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  • Enzo, il Judo a Secondigliano

    Enzo, il judo a Secondigliano

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    Enzo è uno degli allenatori di Laureus Italia di Napoli. Di notte contabile al mercato ortofrutticolo, di giorno maestro di Judo nella palestra No Limits di Secondigliano. È nato e cresciuto poco lontano da lì, nel Rione Don Guanella, tra i quartieri di Miano e Scampia.

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    On April 26, 2017
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  • Il loro futuro la nostra partita.
Vai su Dona Ora

    MILANO RELAY MARATHON

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    Corri anche tu per Fondazione Laureus Italia Onlus!

    Il 2 Aprile Fondazione Laureus Italia Onlus corre a sostegno dei più di 1000 minori che vivono in contesti di forte deprivazione economica e sociale e che ogni anno vengono coinvolti in progetti sportivi ed educativi.

    Giunta alla sua settima edizione e con i suoi 42 km di percorso la Milano Relay Marathon ha visto coinvolte, in questi anni, più di 300 Organizzazioni Non Profit.

    Corri anche tu con noi, vai sul sito della Milano Relay Marathon, iscriviti alla staffetta a squadre e scegli di sostenere il progetto “Sport for Good – Polisportiva Laureus”.

    Come iscriversi alla staffetta

    Vai sul sito della Milano Relay Marathon, scegli Fondazione Laureus Italia Onlus e iscriviti a questo link. La quota di iscrizione totale per i quattro partecipanti alla staffetta sarà di 200 euro a squadra, 50 euro a persona.

    Successivamente potrai disporre il bonifico bancario:
    Intestato a: Fondazione Laureus Sport For Good Italia Onlus
    IBAN: IT03L0335901600100000004105
    Causale  “MM2017 – iscrizione staffetta – “Sport for Good- Polisportiva Laureus”.

    Ricorda: la quota che decidi di versare per partecipare alla staffetta è una donazione fiscalmente deducibile, quindi conserva la contabile del bonifico.

    Sostienici come Personal Fundraiser su Rete del Dono

    Puoi sostenerci sulla piattaforma Rete del Dono. Registrati come Personal Fundraiser sostenendo “Sport for Good – Polisportiva Laureus” e racconta il perché  hai deciso di correre solidale. Estendi l’invito ai tuoi amici, diffondilo sui social network e testimonia la tua iniziativa con foto e video. Aiutaci a promuovere lo sport come strumento di cambiamento sociale!

    On February 23, 2017
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  • D'O Eat Better

    DO EAT BETTER

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    Davide Oldani è Laureus Friend&Ambassador dallo scorso maggio, quando insieme ci recammo a Napoli per la nostra Project Visit 2016. In quest’occasione intervenne durante la nostra conferenza condividendo con il pubblico partenopeo la sua testimonianza di cuoco e di sportivo.
    Davide infatti, oltre ad essere uno dei più famosi chef stellati italiani, è anche da sempre legato con passione al mondo dello sport. Da giovanissimo aveva una promettente carriera calcistica, che tuttavia dovette abbandonare per un infortunio. Mai perdendosi d’animo però, approdò al mondo della corsa e del ciclismo, passioni che tutt’oggi coltiva combinandole con un sano interesse verso tutte le discipline sportive. Ciò che rende unico il nostro Davide è la continua ricerca di un’interazione tra lo sport e il cibo, due mondi che hanno in comune l’armonia, il rispetto, la condivisione e soprattutto la cultura del benessere.
    Alle scorse Olimpiadi di Rio, Davide è stato Food&Sport Ambassador di Casa Italia, proponendo menù che mixavano gusto, benessere e semplicità. Lo scorso primo settembre, inoltre, Davide è stato lo Chef Ufficiale della nostra Laureus F1 Charity Night, presentando un menù che ha sbalordito i nostri ospiti per lo straordinario estro creativo proposto con sobrietà e raffinatezza nei suoi piatti.
    L’insieme di queste esperienze e passioni sono state suggellate dalla pubblicazione del nuovo libro di Davide, “D’O, Eat Better. Ricette per lo sport”. Il grande chef si rivolge ai giovani sportivi, presentando 56 ricette che si contraddistinguono per la semplicità di realizzazione e per il focus sul benessere che apportano a corpo e mente. “Perché”, citando Malagò nella Prefazione del libro, “sport e cucina sono compagni di squadra nella sfida della vita e poi in quella sul campo”. Un progetto, questo, che trova noi di Laureus particolarmente entusiasti perché, come noi, vuole diffondere la consapevolezza che lo sport, insieme al cibo, è uno strumento potente per migliorare la vita delle persone.

    On September 20, 2016
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  • 658 donazioni, grazie a ognuno di voi!

    SMS SOLIDALE

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    Nessuna partita è mai persa in partenza

    Fondazione Laureus Italia Onlus opera nei quartieri dove il disagio sociale è più forte, per far vivere a migliaia di ragazzi i valori dello sport.

    Da più di 10 anni gli insegniamo a dare un calcio alla paura a lottare per vincere la solitudine a correre verso un futuro migliore.

    Questi ragazzi hanno bisogno del tuo supporto.

    dona_per_sito

    On February 24, 2017
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  • Laureus F1 Charity Night 2016

    UNA NOTTE DEDICATA ALLO SPORT E AL SOCIALE

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    Laureus F1 Charity Night, raccolti 357.460 euro per i progetti di Fondazione Laureus Italia Onlus

    Milano, 2 settembre 2016 – Si è svolta ieri, giovedì 1 settembre, al Mercedes-Benz Center di Milano la Laureus F1 Charity Night: una notte dedicata allo sport e al sociale. Numerosi gli ospiti e gli Ambasciatori Laureus protagonisti del red carpet: sportivi, attori e personaggi del mondo dello spettacolo, insieme per supportare bambini e ragazzi attraverso lo sport.

    Il Mercedes-Benz Center di Milano, per il terzo anno consecutivo, ha ospitato la Laureus F1 Charity Night: serata di fundraising dedicata allo sport e al sociale, nata per sostenere i progetti di Fondazione Laureus Italia Onlus che, dal 2005 ad oggi, hanno dato la possibilità ad oltre 3000 bambini e ragazzi che provengono da contesti urbani difficili, di poter migliorare la qualità della loro vita attraverso percorsi sportivi ed educativi.

    Fondazione Laureus Italia Onlus opera all’interno delle periferie delle grandi città italiane con l’obiettivo di sostenere minori con forti deprivazioni economiche e sociali utilizzando lo sport come strumento di supporto psico-pedagogico. Nella mission della Fondazione, le parole del suo Patron Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza là dove prima c’era solo disperazione”.

    Alla Laureus F1 Charity Night hanno partecipato leggende dello sport di ieri e di oggi, a fianco del campione Nico Rosberg, Ambassador della Fondazione. Il pilota ha affermato: “Mi appassiona il lavoro che Laureus sta facendo nel mondo e in Italia. Sono molto legato a questo Paese e in questo momento il mio pensiero va alle vittime del terribile terremoto che ha colpito l’Italia negli ultimi giorni. Lo sport è il motore delle iniziative di Laureus e ci impegneremo affinché il potere dello sport possa infondere speranza nelle zone dove il terremoto ha seminato lutti e disperazione”.

    Durante la serata sono stati nominati Ambassador Laureus importanti personalità dello sport: il vincitore della medaglia olimpica di canottaggio Giuseppe Vicino, la campionessa di softball Alice Ronchetti, il cestista internazionale Danilo Gallinari, la pallavolista italiana Valentina Diouf, l’ex cestista Riccardo Pittis, la schermitrice Rossella Fiamingo e la pattinatrice Arianna Fontana.

    Il mondo dello spettacolo non è rimasto indietro in questa gara di solidarietà. Tanti volti noti, un parterre di stelle dello show italiano e Ambassador della Fondazione. Presenti ieri sera, la conduttrice televisiva Alessia Marcuzzi, madrina dell’evento e Friend of the Brand IWC, la smart Ambassador Cristina Chiabotto, l’attrice Martina Colombari, il giornalista sportivo Pierluigi Pardo, l’attore Giorgio Pasotti, il golfista Ascanio Pacelli e la moglie Katia, il conduttore radiofonico Joe Violanti, l’ex allenatore calcistico e Ambassador Laureus Fabio Capello, il vincitore dell’oro olimpico di ciclismo Fabian Cancellara, e la giornalista sportiva Federica Masolin che ha condotto la serata.

    Sotto i riflettori della Laureus F1 Charity Night anche le performer DDWeco – Drum Dance Women company – che hanno animato la serata trasmettendo tutta la loro energia in diversi spettacoli e Davide Oldani, chef stellato da poco entrato a far parte della rete Laureus come Ambassador, che è stato il protagonista in cucina proponendo agli ospiti un menù d’eccezione.

    Durante la serata, pezzi unici e pregiati donati da famosi luxury brand sono stati battuti da Christie’s, tra le più prestigiose case d’asta al mondo, o messi in palio per la lotteria: l’orologio Portofino Carica Manuale Grand Data, pezzo unico realizzato appositamente per la Laureus Charity Night Milano 2016 di IWC Schaffhausen, l’originale smartFORpeace realizzata in esemplare unico dalla giovane artista Roberta Cacciatore, vincitrice del contest autoRitratti di smart e donata da Mercedes-Benz Italia che ha deciso di offrire un ulteriore contributo, offrendo una somma equivalente a quella raggiunta dall’asta per smartFORstar per supportare le vittime del tragico terremoto che recentemente ha colpito il Centro Italia, l’orologio Reverso Grand Taille di Jaeger-LeCoultre, la Vespa Primavera 70° 125 cc con accessori esclusivi del 70° anniversario Vespa, il dipinto “Ali di gabbiano” di Jo Fabbri, l’orologio Capeland Shelby Cobra 1963 Competition in edizione limitata di Baume&Mercier, la stilografica Montblanc, la bicicletta di Fabian Cancellara in versione speciale per la sua ultima Milano-Sanremo, smoking e tight sartoriali Caruso realizzati su misura, due bottiglie Ferrari Trento, la borsa medium Drew di Chloé, la scultura lupo grande di Cracking Art, il dipinto “Lettera sulla speranza” di Alfredo Rapetti Mogol, voucher di soggiorno ME Milan Il Duca, biglietti della Società del Quartetto di Milano, quattro bottiglie di vino Frescobaldi, stola e clutch Missoni, occhiali L.G.R, servizio fotografico di Giovanni Gastel, borsa firmata Italian for Italy e una cena presso il ristorante di Berton. Tutti si sono impegnati donando le loro eccellenze per la raccolta fondi di Laureus. Grazie all’asta benefica sono stati raccolti 357.460 euro che verranno destinati a sostegno dei progetti attivi nelle città di Milano, Roma e Napoli.

    La serata ha beneficiato del supporto di tre sponsor: Gruppo Ospedaliero San Donato, fondato nel 1957, è tra i primi gruppi ospedalieri europei nonché primo in Italia e leader in tutte le specialità riconosciute, didattica universitaria e ricerca scientifica; Ferrari Trento che dal 1902 domina sul mercato nazionale e internazionale con i suoi spumanti di assoluta qualità e HRCommunity Academy, prima HR Global Network che riunisce i professionisti (HR Director, AD, HR Manager, VP) nel campo delle Risorse Umane facilitando il problem solving grazie a strategie innovative.
    Prezioso il supporto dei Global Partners che sostengono da anni tutti i progetti pensati, studiati e realizzati dalla Fondazione, con grande impegno e dedizione: Mercedes-Benz, marchio del gruppo Daimler, che rappresenta l’eccellenza nel mercato automobilistico premium e IWC Schaffhausen, la manifattura svizzera che produce sin dal 1868 capolavori di alta orologeria il cui valore non teme il trascorrere del tempo.

    “Siamo fieri di operare nei quartieri più impegnativi di Milano, Roma e Napoli, dove molti bambini vivono in condizioni di grandi difficoltà” ha dichiarato Daria Braga, direttore di Fondazione Laureus Italia Onlus. “Noi cerchiamo di sostenerli attraverso percorsi sportivi monitorati e gestiti dalle nostre equipe educative, che sono composte da allenatori, educatori e psicologi dello sport. Lo sport può essere per i nostri bambini un grandioso compagno di vita perché li allenerà al rispetto delle regole, alla fatica e a dare il meglio di sé; valori indispensabili per passare da una sconfitta ad una vittoria. Lo scorso anno i bambini sostenuti sono stati 1279 e mi auguro per gli anni a venire di raggiungerne sempre di più”.

    Maggiori informazioni sul sito www.laureus.it

    On September 6, 2016
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  • Laureus F1 Charity Night

    LAUREUS F1 CHARITY NIGHT 1 SETTEMBRE 2016 TERZA EDIZIONE

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    Dopo il grande successo delle edizioni passate, torna la tanto attesa Laureus F1 Charity Night, serata di fund raising dedicata allo sport e al sociale organizzata da Fondazione Laureus Italia Onlus attiva in Italia dal 2005 con il preciso scopo di sostenere attraverso lo sport ragazzi e bambini che provengono da contesti urbani difficili.

     

    LA SERATA

     

    L’appuntamento è fissato per giovedì 1 settembre 2016, alla vigilia del Gran Premio F1 di Monza, al Mercedes-Benz Center di Milano in Via Daimler 1. Tanti gli ospiti italiani e internazionali attesi, Ambassador Laureus e personalità di spicco nel panorama dell’imprenditoria, dello spettacolo, dello sport e della Formula 1 tra cui Nico Rosberg, Fabio Capello, Leonardo Fioravanti, Marco Bortolami, Gianluca Zambrotta, Riccardo Montolivo, Alessia Marcuzzi, Pierfrancesco Favino, Cristina Chiabotto che sfileranno sul red carpet sotto le luci dei riflettori prima di entrare in sala per scoprire le sorprese pensate per la serata.

    “Eventi come Laureus F1 Charity Night, sono di fondamentale importanza per supportare il lavoro che Laureus sport for Good svolge per aiutare i giovani tramite l’attività sportiva. Fondazione Laureus Italia convoglia una incredibile selezione di leggende dello sport in vista anche del Gran Premio di Monza. Sono onorato di poter partecipare alla cena di Gala il primo di Settembre e di aiutare a raccogliere il maggior numero di fondi a supporto di Fondazione Laureus Italia” ha dichiarato Sean Fitzpatrick, Presidente di Laureus Sport for Good Academy.

     

    A condurre la serata la giornalista e presentatrice televisiva di Sky Sport Federica Masolin, affiancata dal giornalista sportivo e brand ambassador Mercedes-Benz Pierluigi Pardo, che intratterrà gli ospiti sul palco presentando gli sportivi Laureus e coinvolgendo i ragazzi che fanno parte del progetto Polisportiva a testimonianza dei risultati raggiunti in questi anni dalla Fondazione.

    Durante la serata Christie’s, tra le più prestigiose case d’asta al mondo, batterà all’asta pezzi unici e pregiati donati da famosi luxury brand e altrettanti  premi saranno messi in palio per la lotteria: IWC Schaffhausen, smart, Jaeger-LeCoultre, Jo Fabbri, Baume & Mercier, Piaggio, Montblanc, bicicletta di Fabian Cancellara, Caruso, Ferrari Trento, Chloé, Cracking Art, Alfredo Rapetti Mogol, ME Milan Il Duca, Società del Quartetto di Milano, Frescobaldi, Missoni, L.G.R, Italian for Italy si impegnano infatti donando le loro eccellenze per la raccolta fondi di Laureus; tutti i proventi verranno destinati a sostegno dei progetti della Fondazione attivi nelle città di Milano, Roma e Napoli.

    Il menù della cena di gala sarà pensato e curato personalmente dallo chef stellato Davide Oldani, da poco entrato a far parte della rete Laureus come Ambassador, che fornirà la sua preziosa collaborazione durante la serata.

     

    SPONSORS E GLOBAL PARTNERS

     

    Sponsor della serata il Gruppo Ospedaliero San Donato, fondato nel 1957, è tra i primi gruppi ospedalieri europei nonché primo in Italia e leader in tutte le specialità riconosciute, didattica universitaria e ricerca scientifica. Un altro sponsor sarà Ferrari Trento che dal 1902 domina sul mercato nazionale e internazionale con i suoi spumanti di assoluta qualità.

    Al fianco di Laureus non mancheranno i Global Partners che sostengono da anni tutti i progetti pensati, studiati e realizzati dalla Fondazione, con grande impegno e dedizione: IWC Schaffhausen, il marchio svizzero di orologi che produce sin dal 1868 orologi il cui valore non teme il trascorrere del tempo, e Mercedes-Benz, marchio del gruppo Daimler, che rappresenta l’eccellenza nel mercato automobilistico premium.

     

    I RISULTATI

     

    Grazie ai fondi raccolti nelle passate edizioni la Fondazione ha potuto supportare, attraverso attività sportive caratterizzate da percorsi educativi, oltre 1.500 bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica e sociale, nelle aree periferiche di Milano, Roma e Napoli.

    Laureus attualmente supporta 4 progetti in tutta Italia. Dal 2005 la Fondazione Laureus sostiene, attraverso lo sport, numerose attività in cui sono stati coinvolti più di 3.000 ragazzi.

    Maggiori informazioni sul sito www.laureus.it

    On July 19, 2016
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  • JODHPUR, INDIA - OCTOBER 15, 2010: Laureus World Sports Academy members Kapil Dev and Tanni-Grey Thompson visit the Laureus supported project IMAGE during day one of the IndiAbility Games on October 15, 2010 in Jodhpur, India. The IMAGE program is a Laureus funded project providing sports instruction for children with a range of physical and mental disabilities throughout Rajasthan, India. DIGITAL IMAGE  (Photo by Anna Maria Barry-Jester/Getty Images for Laureus)

    REAL HEROES: BOWLING FOR CHANGE

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    La storia sembra essere uscita da una sceneggiatura di Hollywood.

    Alcuni giocatori erano maestri nell’arte del lanciare la palla pur privi degli arti inferiori, mentre altri erano ottimi battitori o esterni di fascia. Le varie abilità mescolate insieme nella squadra IMAGE India è fondamentalmente costituita dalla passione e determinazione dei giovani, che volevano utilizzare lo sport per fare qualcosa di importante e dimostrare il proprio valore.

    La squadra IMAGE India, che comprende sia ragazzi disabili che non, ha sfidato un gruppo di abili autisti di bus provenienti dal Rajasthan. Nei giorni che precedevano la partita, gli autisti ignoravano i giovani disabili, aspettando di montare sui loro veicoli, ma quello che è successo sul campo al Barkatullah Khan Stadium a Jodhpur, ha cambiato tutto quanto

    “Da quel giorno in poi qualunque cosa stessero facendo, si fermavano ed aiutavano i ragazzi a salire a bordo,” dice Sneh Gupta, “ed è tutto dovuto al cricket”

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    “Un vero momento d’orgoglio per la nostra squadra.”

    Sneh ha visitato il collegio SKSN nel 1996, quando lavorava su un documentario riguardante la vita in India. Ammette lei stessa di essere rimasta incredibilmente impressionata da quello che ha visto, la speranza che era stata instillata nei ragazzi ed il senso di positività chiaramente percepibile, in quello che stavano facendo. Diretta dal Dr. Narayan Singh Manaklao, la scuola stava intraprendendo un percorso speciale per giovani con disabilità.

    Secondo Sneh: “La cosa davvero sorprendente di questa piccola organizzazione era che oltre a fornire una vera e propria educazione, quest’uomo incredibile ha anche utilizzato lo sport come sostituzione della fisioterapia fin dal1991 quando la SKSN fu fondata, poiché non aveva soldi per i fisioterapisti.”

    Numerose le attività prese in considerazione: dal ‘Malkhamb’, uno sport che richiede incredibile forza ed agilità per scalare un’asta alta e sottile esibendosi in figure yoga, al lanciare una palla da cricket, oppure una corsa di 100 metri effettuata con le mani, a testa in giù.

    “Stava letteralmente volando per aria, semplicemente usando le sue mani”

     “Sto parlando di quasi 70, 80 ragazzini che ci sarebbero stati lasciati senza che nessuno sia mai venuto a prenderli. Abbiamo lentamente cambiato la situazione e reso i parenti consapevoli di dover essere responsabili per i loro figli. Questo ha messo in luce in maniera chiara quanto siano profonde le radici di queste esclusioni.” 

    Molti dei ragazzi coinvolti erano poliomielitici, con amputazioni anche doppie. Dopo quello che aveva visto, Sneh ha deciso di rimanere, di dedicare il suo tempo e contribuire alla causa cercando di fare la differenza.

    “C’era questo ragazzo che aveva una doppia amputazione, proprio appena sotto il fondoschiena,” si ricorda Sneh. “E stava volando per aria, semplicemente muovendo il sedere e usando le mani. Era così felice, non c’era nessuna possibile ragione per compatirli perché erano tutti così felici e pieni di vita”

    I giovani avevano un’altra ragione per sorridere. Tradizionalmente in India, i bambini portatori di handicap non sono ammessi a scuola, non possono avere assistenza medica, non sono aiutati economicamente, spesso non sono neanche ammessi sui mezzi di trasporto pubblico ed hanno enormi problemi a trovare qualunque lavoro. Invero, quando il termine dei corsi-progetto giunge al temine, molti giovani vengono lasciati indietro e dimenticati. I parenti si rifiutano di venire a prenderli e portarli a casa per l’estate.

    JODHPUR, INDIA - OCTOBER 15, 2010: Laureus World Sports Academy members Kapil Dev and Tanni-Grey Thompson visit the Laureus supported project IMAGE during day one of the IndiAbility Games on October 15, 2010 in Jodhpur, India. The IMAGE program is a Laureus funded project providing sports instruction for children with a range of physical and mental disabilities throughout Rajasthan, India. DIGITAL IMAGE (Photo by Anna Maria Barry-Jester/Getty Images for Laureus)

    UN CAMBIO DI MENTALITA’

    Il coinvolgimento di Sneh e la creazione di IMAGE, in collaborazione con Laureus nel 2005, ha portato maggior integrazione e conoscenza riguardo la disabilità. Molti giovani hanno iniziato ad andare a visitare i ragazzi handicappati a scuola e a praticare sport con loro. Cricket, tennis tavolo, pallavolo, basket, ogni occasione che i ragazzi potevano avere di fare sport, non se la lasciavano sfuggire. Il cricket, essendo lo sport nazionale, era indubbiamente il numero uno.

    “Lo sport ha veramente funzionato, e dopo un po’ di tempo, i ragazzi ‘sani’, hanno iniziato a mostrare un profondo rispetto,” ricorda Sneh. “Hanno iniziato a notare le capacità dei disabili e a rendersi conto che non è necessario escluderli solo perché la loro gamba, la mano o il braccio non funziona, oppure dire che hanno meno abilità di qualcuno al quale tutti e quattro gli arti funzionano perfettamente.”

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    UN CAMBIO DI PROSPETTIVA, UN ‘WICKET’ ALLA VOLTA

    La partita tra la squadra di diversamente abili IMAGE e i conducenti di bus da Jodhpur, ha preso parte nel più grande stadio di cricket della città, Barkatullah Khan Stadium. I più grandi nomi del cricket indiano hanno giocato su quel campo, ma quel giorno erano spettatori di qualcosa di speciale.

    I ragazzi che giocavano hanno preso le posizioni che meglio si adattavano alle loro disabilità. La partita è sembrata inizialmente equilibrata, con la IMAGE addirittura in leggero vantaggio. In seguito gli autisti hanno preso il sopravvento e sembravano essere in controllo del match fino agli ultimi istanti. Ma è qui che lo Youth Mentor Mahendra Singh di IMAGE, ha gestito brillantemente l’ultima palla della partita, ribaltando il risultato e portando i suoi a vincere, per la gioia delle centinaia di spettatori della comunità IMAGE e dei villaggi vicini.

    Shyam Lal, 19 anni, in campo quel giorno, ha ricordi vividi

    “Trovo ancora incredibile che abbiamo vinto. È stato un immenso orgoglio per la mia squadra e per me.”

     “Anche durante la partita, gli avversari ci chiedevano di andarci piano con loro. Perdere così, contro una squadra composta da giocatori con disabilità li ha devastati. Si stavano chiedendo come dare la notizia alle loro mogli e famiglie!”

    “Il messaggio che la mia squadra ed io siamo stati in grado di trasmettere è che nessuno deve giudicare chi gli sta di fronte, indipendentemente da ciò che possa sembrare.”

    La partita è servita come mezzo ai ragazzi disabili per mostrare le loro abilità, per far vedere ad un pubblico più vasto che non devono essere mai mal giudicati o sottovalutati. I giovani che non erano visti di buon occhio sono diventati delle fonti d’ispirazione dalla sera alla mattina, i veri eroi che hanno mostrato il potere reale che lo sport possiede per favorire il cambiamento sociale.

    Il Laureus Academy Member Tanni Grey-Thompson, ha passato del tempo con Sneh e i ragazzi a visitare il centro IMAGE a Jhodpur. “Sono rimasta profondamente colpita dallo spirito e dalla determinazione dei bambini del progetto IMAGE, che si rifiutano di arrendersi di fronte alle avversità della vita o all’ignoranza che ostacola il loro processo di crescita e di ricerca di una condizione di vita migliore”

    “Laureus è molto attiva nell’aiutare i giovani e vedere in quali desolate condizioni questi bambini devono affrontare delle sfide così grandi. Laureus Sport for Good deve continuare il suo sogno di cambiare il mondo attraverso lo sport.”

    JODHPUR, INDIA - OCTOBER 15, 2010: Laureus World Sports Academy members Kapil Dev and Tanni-Grey Thompson visit the Laureus supported project IMAGE during day one of the IndiAbility Games on October 15, 2010 in Jodhpur, India. The IMAGE program is a Laureus funded project providing sports instruction for children with a range of physical and mental disabilities throughout Rajasthan, India. DIGITAL IMAGE (Photo by Anna Maria Barry-Jester/Getty Images for Laureus)

    PROGETTI PER IL FUTURO

    Oggi, i giocatori insieme con un gruppo di giovani educatori del progetto IMAGE con e senza handicap, continuano a cercare di cambiare le percezioni altrui sulla disabilità. Si stanno estendendo alle altre comunità, portando validi spunti di riflessione ed aiuti concreti riguardo la salute, l’educazione, il sesso e la disabilità attraverso lo sport e il gioco, dimostrando il proprio valore, e guadagnandosi il rispetto di una sempre più vasta comunità

    “Sta funzionando in entrambe le direzioni,” dice Sneh. “I ragazzi disabili portano a termine il programma, è data loro l’opportunità di dimostrare il proprio potenziale ad una comunità di non disabili, che magari non vede o non sa di cosa sono capaci questi ragazzi. E, di contro, vengono via da questi villaggi avendo acquisito ulteriori capacità, utili per imparare un mestiere, e sentendosi fieri per aver fatto qualcosa che ha garantito loro approvazione”

    Questi ragazzi sono passati dall’essere contraddistinti con nomi dispregiativi a essere trattati con rispetto, e ora sono conosciuti come i ‘bhaiyas’ e ‘diddis’ (‘fratelli’ e ‘sorelle’) di IMAGE.

    A proposito di IMAGE e Laureus Sport for Good

    Laureus Sport for Good ha aiutato a migliorare la vita di milioni di giovani in oltre 35 paesi e sta dimostrando che lo sport può cambiare il mondo sostenendo programmi sportivi che fortificano l’accesso all’educazione, incrementano l’assunzione sul lavoro, promuovono la parità tra i sessi e favoriscono il benessere mentale nei soggetti più a rischio e promuovendo il sesso sicuro. Oltre a temi ben più complessi come la risoluzione di conflitti tra gang e tutti quei soggetti a rischio di esclusione sociale.

     

    On July 19, 2016
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  • NEW YORK, NY - JUNE 14: New York Cosmos player and Laureus ambassador Raul poses for a group photo with members of the Laureus Foundation Fight Back Project during the Laureus- New York Project Visit at the Mary Mitchell Family & Youth Center in The Bronx on June 14, 2015 in New York City. (Photo by Andy Marlin/Getty Images for Laureus)

    REAL HEROES: A FIGHTING CHANCE

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    Quando si pensa all’immagine iconica di un quartiere del Bronx, le arti marziali sono probabilmente l’ultima cosa che passa per la mente, eppure per i giovani di ‘Fight Back’ è tutto.

    Fight Back è un progetto Laureus che utilizza le arti marziali per spronare i ragazzi ad aumentare la sicurezza in sé stessi e l’autostima in un quartiere particolarmente disagiato e pericoloso come il Bronx, nella città di New York.

    Michael Quiles arriva presto per organizzare e guidare una sessione di stretching per i ragazzi più giovani e riflette sui suoi primi giorni a ‘Fight Back’. “Quando arrivai qui, per la prima volta, non mi piaceva nessuno”. Un ragazzo che partecipava al corso ancora si ricorda Michael come “un bambino molto inquieto”.

    Ma il fondatore di ‘Fight Back’, il Maestro Will Lawton vide qualcosa in Mike quando nessun altro sembrava credere in lui. “Io l’ho inserito” ha detto il Sensei “e gli ho spiegato come poter utilizzare la sua rabbia in un altro modo. Dovrà essere utilizzata per gareggiare.”

     “Ci siamo presto uniti tutti, come una famiglia

     

    “Sono convinta che proprio ‘Fight Back’ abbia salvato la vita di Michael. Siamo arrivati tutti insieme, uniti, come una famiglia a salvargli la vita.” – Magdelina Souza, Istruttrice, ex allieva

    Questa sensazione di Famiglia, alla quale Magdelina allude è chiaramente papabile nel momento in cui entri dentro la Mary Mitchell Family ed il Youth Center, la casa di ‘Fight Back’. Qui, bambini e ragazzi di ogni età ridono, giocano e corrono spensierati, apparentemente sembra abbiano dimenticato le difficoltà ambientali che li circonda quotidianamente.

    Adina Farrel è un membro della squadra da quando aveva 5 anni e ora, 15 anni più tardi, è cresciuta; dalla silenziosa timida bambina che era è diventata una delle più autorevoli e benvolute project leader.

    “Aldilà degli importantissimi valori che il programma ci insegna, ci fornisce esattamente un senso di famiglia. Questa è letteralmente la mia seconda casa”

     –  Adina Farrell, Istruttrice ed ex allieva

     at on June 14, 2015 in Bronx, New York.

    “Se non sono a casa, mi trovate al Centro. Persino i miei genitori riconoscono che Sensei (il Maestro Will Lawton), è come il mio secondo padre! Questa è la nostra famiglia ed è incredibile.” aggiunge Adina.

    Il Bronx ha una popolazione di quasi un milione e mezzo di abitanti ed è un’area degli Stati Uniti dove si registra uno tra i più alti indici di persone che vivono sotto la soglia di povertà. Tutto ciò causa enormi e complessi casi da sanare come la violenza giovanile, le battaglie tra le gang, la quasi inesistente integrazione tra gli ispanici gli afroamericani i bianchi e gli asiatici, i problemi legati allo spaccio ed al consumo di droga fino all’obesità. Il progetto Laureus ‘Fight Back’ usa le arti marziali per spingere i ragazzi ad aumentare la sicurezza in sé stessi e l’autostima nella loro stessa comunità in modo da essere sicuri che abbiano la forza, lo spirito e le capacità per affrontare tali avversità.

    Questo programma ha catturato l’attenzione di alcune importanti figure legate a doppio filo con lo sport e la filantropia: l’icona della boxe Wladimir Klitschko, la leggenda dell’atletica leggera Edwin Moses, le tenniste hall-of-fame Martina Navratilova e Monica Seles, e il campione di calcio Raúl Gonzalez Blanco, tutti sono rimasti molto colpiti dal lavoro svolto da ‘Fight Back’.

    “Sono rimasto davvero molto impressionato dalla disciplina che dimostrano questi ragazzini, che è una cosa fondamentale quando si praticano le arti marziali. Questa è veramente la strada giusta per cambiare vita e fare la differenza. È stato un giorno molto emozionante per me.” Ha detto Raúl, che ha stabilito il record di 323 gol segnati in 16 anni di carriera al Real Madrid. Lo spagnolo, che vanta oltre 100 presenze con la sua nazionale, è un Laureus Academy Member.

     “Si fa di tutto per provare ad aiutare e convincere i bambini che è possibile realizzare i propri sogni. Con impegno e disciplina, infatti, tutto è possibile”

    – Raúl Gonzalez Blanco   

    NEW YORK, NY - JUNE 14: A member of the Laureus Foundation Fight Back Project performs martial arts during the Laureus- New York Project Visit at the Mary Mitchell Family & Youth Center in The Bronx on June 14, 2015 in New York City. (Photo by Andy Marlin/Getty Images for Laureus)

    Nelson Mandela un giorno disse: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come nient’altro. Parla ai giovani in un linguaggio a loro comprensibile. Lo sport è in grado di creare speranza dove una volta c’era solo disperazione”

    L’eredità di Mandela è tuttora forte e viva in progetti come ‘Fight Back’, dove le arti marziali hanno cambiato le vite di questi giovani uomini e donne e continueranno a farlo, e ha permesso loro di realizzare obiettivi inimmaginabili. Questo è il potere dello sport.

    A proposito di Fight Back e Laureus Sport for Good

    Laureus USA sostiene il progetto Fight Back il cui scopo è quello di dare una mano agli studenti liceali del Bronx che rischiano di ritirarsi da scuola, ai ragazzini coinvolti in guerre tra gang sempre più violente e cercare di dar loro un rifugio sicuro. In tutto il paese, Laureus Sport for Good USA appoggia organizzazioni fortemente legate al territorio ed alla comunità dove operano nello sviluppare programmi che portino un sostanziale miglioramento sia per quanto riguarda il sociale, la salute e l’educazione in quelle comunità sottosviluppate. Dal 2013, Laureus USA ha aiutato nella formazione professionale oltre 1,000 allenatori nei vari programmi legati alle comunità di riferimento, con un impatto positivo su oltre 180,000 giovani.

    On July 13, 2016
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  • CAPE TOWN, July 9, 2015 - A selection of the best rugby players including Laureus ambassadors Bryan Habana and Schalk Brits visited youngsters at the Laureus-funded Vuka Rugby programme at their base in the Masiphumelele Township in Cape Town, South Africa. Photos by Petri Oeschger.

    REAL HEROES: IL RISVEGLIO

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    Vuka – ‘Il Risveglio’ 

    L’obiettivo di Vuka rugby è di tenere lontani i bambini dalla strada e dai pericoli ad essa legati. Il programma offre una divertente, gratificante formazione alternativa attraverso l’uso del rugby, allo scopo di creare positivi e duraturi cambiamenti nelle loro giovani vite.

    Il progetto è portato avanti grazie alla cooperazione con Cool To Be Me, un’organizzazione che aiuta a sviluppare le abilità e il tenore di vita dei bambini coinvolti.

    “La maggior parte di questi ragazzi non ha mai neanche assistito a una partita”.   Lungelo Payi

    Lungelo Payi, coach di Vuka Rugby, quel giorno è arrivato all’incontro con un’ora di anticipo. Guidando lungo la strada di fortuna che attraversa Masiphumelele, nei sobborghi di Città del Capo, il coach Payi poteva sentire il suono familiare dei suoi giovani giocatori che cantavano all’unisono.

    “Prima delle partite, I ragazzi si mettono in cerchio per cantare e danzare tutti insieme. Questo li prepara ad affrontare la partita come una squadra” dice Payi.

    In questa particolare occasione, i più giovani non avrebbero giocato e neanche si sarebbero allenati, si stavano solo preparando per la loro prima visita al Newlands Stadium, per vedere i loro eroi della Nazionale del Sudafrica giocare una partita amichevole.

    “C’era persino tantissima gente della township che ci chiedeva cosa stesse succedendo, dove si teneva la partita. Le persone erano entusiaste nel vedere cantare felici questi ragazzi perché potevano per la prima volta andare a vedere una partita di rugby, provenendo dalle capanne dei peggiori quartieri della città.

    Una visita dei loro eroi

    Tre giorni prima, il campione degli Springbok e Ambasciatore Laureus Bryan Habana ha fatto visita ai giovani giocatori Vuka, partecipando a una sessione di allenamento e offrendo consigli e suggerimenti ai ragazzi.

    “Questi giovani uomini sono i veri eroi del nostro sport” ha detto Habana. “Parlando con loro, ascoltando come sono riusciti a utilizzare il rugby come un mezzo per cambiare le loro vite, è davvero un’enorme fonte d’ispirazione ed è esattamente questo di cui si tratta Laureus”.

    Habana e Brits hanno persino giocato coni ragazzi rimanendo sbigottiti di fronte alle abilità tattiche e tecniche dei giovani Vuka.

    “Incoraggiamo i ragazzi a esprimersi. Sempre. Non esistono limiti” dice Lungelo Payi.

    “Loro devono impadronirsi del pallone e muoversi in avanti, questo è ciò che chiediamo loro. Certo noi formiamo i criteri perché comprendano le regole vere e propie del gioco, ma da lì in poi dipende esclusivamente dai ragazzi.”

    “Il Rugby è la via per cambiare vita”

    Il coach dei Vuka Xolani Mahulo, 24anni, da Masiphumelele ha espresso così il suo pensiero: “Avere gli Springboks, qui nella nostra comunità, inspirando e consigliando i nostri giovani giocatori, avere la possibilità di vederli dal vivo è un’opportunità unica. Sono sicuro che i ragazzi saranno molto incoraggiati e stimolati.”

    “Il rugby è certamente una via per cambiare vita. Proprio per il gioco in sé, ti capitano delle opportunità durante una partita che se non sfrutti, conseguentemente perderai. Nella vita ci sono sfide e opportunità, per cui è chiaro che bisogna sfruttare le condizioni favorevoli, quando te ne capitano. Le afferri e non le molli più. E ti concentri su quelle positive, lasciandoti alle spalle tutto il resto.”.

    “È un passaggio fondamentale per la vita di questi giovani vedere che questi immensi campioni non vengono da un altro pianeta, sono esattamente come loro, e se lavorano duro e seguono i loro sogni, anche loro possono ottenere dei grandi risultati nel corso della vita”.

    La mascotte del giorno

    Un giovane giocatore in particolare, che giovedì aveva mostrato a Bryan Habana le sue doti particolarmente raffinate, è stato scelto come mascotte ufficiale per accompagnare in campo gli Springbocks nella partita contro World XV.

    Io non voglio che lui viva là, che pensi che nel mondo non ci sia solo morte, ma anche bellezza”
    Xolani

     CAPE TOWN, July 9, 2015 - A selection of the best rugby players including Laureus ambassadors Bryan Habana and Schalk Brits visited youngsters at the Laureus-funded Vuka Rugby programme at their base in the Masiphumelele Township in Cape Town, South Africa. Photos by Petri Oeschger.

    Il piccolo Lindokuhle, 11 anni, nato e cresciuto a Masiphumelele non riesce a nascondere il suo sorriso al solo pensiero di incontrare la squadra:” Sono così eccitato, non vedo l’ora di incontrare il capitano ed il resto della squadra. Credo che rimarrò senza parole. Il mio sogno è di giocare come mediano di mischia per gli Springboks e mi sento così vicino a questo sogno grazie alla possibilità di camminare al loro fianco.”

    Xolani dice: “Abbiamo scelto proprio Lindokuhle perché volevamo dargli un incoraggiamento concreto, motivarlo e stimolarlo nel seguire i suoi sogni. Vive in una minuscola baracca nel peggior quartiere di Cape Town, in una stanza con altri 5 ragazzini. Niente acqua corrente o elettricità. Io non voglio che un bambino di 11 anni creda che questo sia normale, io non voglio che lui viva là, voglio che conosca altre realtà, veda il mondo. Generalmente gioca a piedi nudi; per quest’occasione siamo riusciti a procurargli un paio di scarpe.”.

    “Spero vivamente che questa esperienza incoraggi Lindokuhle e tutti gli altri ragazzi a dimostrare a sé stessi quello che potranno conseguire, che per i loro sogni non ci sono limiti. Mi guardo intorno tra i campi sportivi a Masiphumelele, e sono tutti pieni di giovani aspiranti rugbisti, Xolani dice:” Laureus significa molto per me. Ora sono una figura di riferimento, ho la possibilità di influenzare e condizionare positivamente giovani uomini. Come disse Nelson Mandela, attraverso lo sport, possiamo cambiare vite”

    Il progetto Vuka Rugby è una competizione multistrato il cui scopo è quello portare fuori più bambini possibili dai ghetti neri, dai sobborghi e dalle strade delle baraccopoli e portarli su un campo sportivo. Il progetto comprende 56 scuole, molte delle quali non hanno giocato a rugby negli ultimi anni, ed è in fase organizzativa un campionato che si gioca ogni mercoledì nella loro propria area. Questa competizione si chiama Vuka, che significa risveglio.

    Vuka Rugby è solo uno dei 16 progetti che la Laureus supporta in Sudafrica.

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    La Laureus Sport for Good Foundation sostiene 16 progetti in tutto il paese e sin dal principio, nell’ottobre 2002 ha raccolto oltre Rand 50,000,000 (€ 2,900,000) per progetti che hanno aiutato a migliorare la vita di oltre 90,000 giovani.

    On June 27, 2016
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