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  • ♦ LA LEGGENDA DEL CALCIO CAFU INCONTRA LA VINCITRICE DEL CONCORSO DI DISEGNO DI IWC

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    La leggenda del calcio brasiliano e membro della Laureus Academy, Cafu, ha visitato l’Instituto Reação in Brasile, un programma supportato da Laureus Sport for Good, dove ha incontrato Ana Claudia, una ragazzina di 11 anni. Con il suo disegno sul tema E’ tempo di essere sani inciso sul retro dell’orologio Pilot’s Watch Mark, XVIII edizione della Fondazione “Laureus Sport for Good”, Ana ha vinto il concorso di disegno che IWC organizza ogni anno nell’ambito dei programmi della Fondazione. “Sono felice che Ana abbia vinto questa competizione che raccoglie fondi per aiutare bambini svantaggiati in tutto il mondo – ha dichiarato Cafu – Questo dimostra l’efficacia di Laureus nel costruire ponti tra le comunità.

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    On October 8, 2018
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  • ♦ LA STORIA DI UNA BAMBINA DELL′ESQUILINO

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    Success ha iniziato a giocare a pallavolo a metà gennaio, timida al limite di una chiusura preoccupante.

    Inizialmente era molto attaccata alla madre, e ad ogni movimento durante gli allenamenti si girava verso di lei per assicurarsi della sua presenza. Per Success non è stato facile cominciare a relazionarsi con gli altri bambini, soprattutto perché tecnicamente era un po’ inadeguata.

    Ora ha una frequenza regolare ai corsi, e soprattutto, grazie all’amicizia ed ai legami che sta costruendo, sono stati gli stessi bambini ad insegnarle tecniche ed accorgimenti per riuscire nella pallavolo. Un gruppo accogliente è capace di fare integrazione. Ed inoltre l’insegnamento da un ‘pari’ è più facile ed istintivo da recepire.

    Questo è un valore fondamentale che attraverso il Progetto Educativo di Squadra, caratteristico del metodo Laureus, l’allenatore costruisce nel corso dell’anno sportivo.

    Stella, istruttrice di volley presso l’associazione dell’Esquilino, ci racconta la storia dell’evoluzione di Success all’interno del gruppo. E’ una storia che viene da lontano ed è trasmessa con uno sguardo particolare, frutto del metodo Laureus, secondo cui ogni bambino è fondamentale per il gruppo o la squadra che frequenta. L’evoluzione della sua storia personale, le tracce del percorso che dovrà fare, sono già disegnate nella mente della sua allenatrice, che farà leva sullo sport per farla fiorire.

    Ecco la traduzione del metodo di come costruire un gruppo unito data da Stella: “Durante gli allenamenti sono solita fare tre squadre e delle partite corte da 5 punti. In questo modo i bambini possono muoversi di più, poiché il gruppo che rimane fuori deve l’allenarsi contro il muro.

    Oltre a dare dinamicità agli allenamenti, dividere i ragazzi in piccoli gruppi facilita la coesione della squadra perché stimola la comunicazione tra di loro. Durante il tempo in cui non sono sul campo possono parlare tra loro della partita. L’idea è quella di motivarli ad auto-organizzarsi: in questo modo possono confrontarsi, ed è frequente che quando sono fuori uno insegni all’altro come palleggiare o fare il bagger. Per quanto riguarda il caso di Success una delle ragazze in particolare, Anita, è molto sensibile alla sua situazione e la aiuta cercando di trasferirle la sua esperienza tecnica.

    Adesso Success conosce le posizioni, sa come ci si muove in campo, conosce alcune regole del gioco e rispetta maggiormente le dinamiche e le ritualità del gruppo.

    Attualmente è più sicura e riesce a seguire con più facilità gli esercizi proposti, si ricorda delle attività precedenti, ha imparato velocemente e si dimostra più sciolta in campo. Da poco ha comprato le ginocchiere, segno della volontà di integrarsi ancora di più all’interno della disciplina, all’interno del gruppo”.

    L’allenatrice, con cuore e determinazione, ha indirizzato i suoi sforzi a stimolare la collaborazione e la cooperazione all’interno del gruppo. Con pazienza, competenza e dedizione ha indotto i compagni della ragazza ad aiutarla, a trasmetterle nozioni tecniche e, in senso più ampio, a farla diventare sempre più partecipe del gruppo.

    Attenzioni semplici, ma sono le piccole azioni quotidiane perseguite in un gruppo accogliente che cambiano la percezione che i ragazzi hanno di sé stessi e delle relazioni che si sviluppano attorno a loro.

    Avere un adulto competente che si offre come riferimento del tuo cammino, ti sprona, ti stimola, ti protegge, mette la inevitabile frustrazione a servizio della crescita del ragazzo.

    Questa è la differenza qualitativa che Laureus porta con sé.

    Laureus, lo sport che cambia la vita.

     

     

    On October 2, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #9

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Sono un allenatore che ha aderito al modello Laureus, sono in palestra e penso…

    Che la fatica non è mai sprecata.

    Molti la evitano, come se si fosse alla ricerca di ogni facilità. Salvo poi percepire un nauseante senso di vuoto.

    Lo sport su ciò mette una barriera. Insegna la relazione stretta tra fatica e risultati. Senza imbrogli, senza scorciatoie.

    Ma lo sport è anche libertà di far fatica.

    Se uno vuole smettere di correre lo può fare quando e come vuole.

    Ma se assaporerà la dolce dipendenza dal tentare di vincere, allora si innescherà il desiderio di iscriversi all’assaggio dei frutti più belli della vita.

    Diventerà importante prepararsi, avere uno stile, fare le scelte adeguate per arrivare più in alto che si può.

    On September 20, 2018
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  • ♦ BASTA ALL′EMARGINAZIONE GIOVANILE: COME?

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    Una serata di sport e solidarietà con grandi campioni, ospiti generosi, giornalisti ed influencer.

    Questa è stata la Charity Night di quest’anno… un’occasione per condividere la missione di Laureus. La condivisione dei risultati raggiunti e i nostri progetti per il futuro ma soprattutto una gara di generosità tra campioni del cuore.

    Nel corso della serata sono stati raccolti circa 300.000 euro che serviranno a donare a  1500 bambini l’opportunità di costruire un futuro diverso attraverso lo sport.

    C’era anche una potente carrellata dell’importante attività che Laureus Italia ha svolto negli ultimi anni, presentata dal Direttore Daria Braga che oltre a guidare la fondazione è anche una Psicoterapeuta.

    Daria ha ringraziato tutti coloro che aiutano la Fondazione a fare la differenza. E ha spiegato che in Italia il disagio ha molte facce e ci sono problemi che non possono aspettare:

    • 1,3 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà assoluta
    • oltre 14mila alunni hanno abbandonato la scuola secondaria  di primo grado
    • più del 40% non svolge attività fisica o sportiva.
    • il 53% dei ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni,  è stata vittima di episodi di bullismo

    La maggior parte di questi bambini vive in una sorta di tunnel e l’obiettivo della Fondazione Laureus, attraverso metodologie efficaci che utilizzano lo sport come chiave di integrazione e di recupero di autostima, è di farli uscire alla luce: la luce della vita.

    Perché lo sport, per Laureus, è molto più di un pallone su un campo, molto più di un gioco, è una terapia consolidata.

    Tutti i giorni, con i nostri manager, allenatori, educatori, psicologi, trasformiamo lo sport in un potente strumento contro l’emarginazione, la violenza, il bullismo. Nell’ultimo anno anche grazie al supporto ricevuto dai donatori i risultati ottenuti sono stati:

    • 1500 bambini inseriti nei progetti Laureus
    • 13 differenti discipline sportive utilizzate
    • 47 organizzazioni coinvolte tra associazioni sportive, scuole, servizi sociale e enti del terzo settore
    • Formazione metodologica di oltre 200 tra insegnanti ed allenatori

    Nel nostro lavoro ogni bambino ha una sua storia, una storia a sé, che occorre conoscere, affrontare e gestire con professionalità e sensibilità. Non vogliamo lasciare indietro nessuno.

    Siamo presenti per rispondere ai principali bisogni con interventi mirati e puntuali a:

    • Milano
    • Roma
    • Napoli
    • Acquasanta Terme (nella provincia di Ascoli Piceno) con i bambini che hanno subito il trauma del terremoto

    E lo facciamo con un metodo che unisce professionalità, scientificità e passione.

    Un modello che è un vero e proprio moltiplicatore dell’efficacia come dimostrato da una ricerca effettuata dall’Università Bocconi sui progetti Laureus per il calcolo dello SROI, il ritorno dell’investimento in valore sociale.

    Questo vuol dire che il benessere di un bambino si ripercuote e si moltiplica sull’intera comunità: dai compagni di classe alle famiglie, agli insegnanti, ai team sportivi. Un risultato che dà un diverso e più alto valore al vostro sostegno.

    Siamo una squadra è questa la nostra forza. E, spesso, facciamo squadra con altre squadre proprio per dare ad ogni bambino svantaggiato la possibilità di affrontare, con più strumenti, la vita che verrà.

    Grazie agli sportivi che ci seguono e ci supportano… sono fondamentali per dare motivazioni più forti ai minori che seguiamo…grazie a Pierluigi Pardo, Alex Giorgetti, Furio Benussi, Marvin Hagler per aver dedicato una bellissima giornata ai nostri bambini.

    Il regalo di questa sera è per i nostri bambini, donate loro la possibilità di intraprendere un percorso di rinascita.

    Grazie anche da parte loro.

    Daria Braga

    On September 5, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #8

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Sono un allenatore che ha aderito al modello Laureus, sono in palestra e penso…

    Vorrei che i miei giocatori fossero:

    • Ordinati
    • Disciplinati
    • Determinati
    • Creativi
    • Coraggiosi
    • Solidali
    • Gioiosi
    • Umili
    • Fieri
    • Portatori di bellezza

    Da dove incomincio? Ogni mio gesto o comportamento che non si muove verso questo desiderio che ho verso i miei giocatori lo devo cambiare.

    Temo che qualche volta non mi sia mosso verso quel vorrei.

    On September 5, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #7

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Sono un allenatore che ha aderito al modello Laureus, sono in palestra e penso…

    Devo cercare sempre di trovare quanto c’è di meglio in ogni mio giocatore e poi dirglielo.

    Tutti amano sentirsi lodati per qualcosa che è vicino al loro nucleo essenziale.

    Sono convinto che se una persona si sente lodata e considerata, diventi più umile ed imparerà più cose.

    Non avrà bisogno di comportamenti reattivi od egoistici per mettersi in mostra. Non avrà così bisogno di un palcoscenico sul quale esibire le sue spinte più distruttive.

    Devo trovare il talento che dimora in ogni giocatore, la sua specificità.

    In che cosa è bravo.

    In che cosa è capace.

    In che cosa è utile.

    In che cosa è bello e dirglielo.

    Allora la mia squadra sarà come un giardino.

    On August 30, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #5 (seconda parte)

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Riassunto prima parteDopo mesi di appostamenti, Kevin, 10 anni, si avvicina all’allenamento di basket, prima un po’ titubante, insicuro di se stesso, poi, dopo i primi complimenti per il suo gioco, prende fiducia nell’allenatore e nei compagni…

    All’uscita non ho esitato ad andare dall’educatrice di riferimento della comunità famiglia nella quale vive, e facendo in modo che lui ascoltasse gli ho ribadito la bellezza dei suoi gesti, confermando il concetto chiave, “ogni allenatore lo vorrebbe”

    Cercavo di mettere l’unguento sulla ferita più grave, il rifiuto.

    All’allenamento successivo, esattamente una settimana dopo, mi si avvicina e mi chiede se gli conservo i suoi soldi.  È la prima volta in un anno che lo fa. Mi lascia qualcosa di valore, di sua proprietà, da conservare. Insieme al denaro anche alcune figurine di calciatori: “sono rare” mi dice.

    Nel corso dell’allenamento ripete la stessa prestazione. Passa la palla ai compagni da palleggio in modo mirabile. Un talento.

    Mi guarda un po’ sott’occhio, dopo che ha fatto qualcosa di bello. Gli rispondo mostrandogli il pollice alzato. Nessuna enfasi. Spero che i miei occhi parlino per me.

    Ultimo giorno dell’anno. Ultimo allenamento.

    Chiedo ai bambini di riusnirsi in uno strettissimo cerchio di saluto, con le mani destre una sull’altra, è il nostro rituale, e lascio a loro come sempre la parole. Uno dice “che brutto è finito il basket”, un altro che “questa estate si allenerà al campetto”, un altro ancora che “Kevin è diventato forte”.

    Dico loro che ogni mercoledì, giorno dell’allenamento, sentirò la loro mancanza, li saluto con ALEEEEEE’ che tutti urliamo facendo volare le nostre mani verso l’alto.

    Tutti si avviano all’uscita.

    Vedo Kevin che indugia sulla porta e ritorna verso di me. Mi inginocchio per essere all’altezza dei suoi occhi neri.

    “Maestro” mi chiede “ma sei sicuro che sono diventato bravo, oppure scherzavi?”

    Il dubbio di Kevin in una frase condensata la sua vita.

    Trattengo a stento la voglia di abbracciarlo, ma sarebbe stato un errore, cerco di tenere la voce salda. Gli dico: “A dire il vero, che tu sei bravo lo hanno detto gli altri. Lo ha detto lo sport. Io ti ribadisco che un allenatore, uno come te, che sa fare dei passaggi perfetti che consentono agli altri di segnare, lo vorrebbe sempre con sé”

    Se ne va di corsa, senza salutare. Torna dopo pochi secondi con un foglietto.

    Ti invito alla festa del mio compleanno.

    La domenica pomeriggio gli ho portato un pallone da basket in regalo alla sua festa con scritto sopra in pennarello: diventa sempre più bravo. Firmato: Laureus Sport For Good. Il nostro motto più bello

    Kevin non ha più smesso di giocare, adesso c’è il lupo che gioca a pallacanestro insieme ai suoi compagni ed al suo allenatore.

    On August 27, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #6

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Sono un allenatore che ha aderito al modello Laureus, sono in palestra e penso.

    Attraverso il progetto Laureus mi arrivano tanti bambini che hanno già collezionato delle discrete ferite nella loro esistenza.

    Vorrei allenarli a diventare utilizzatori delle proprie risorse, aiutandoli a trasformare in forza i colpi ricevuti.

    Anzi forse proprio in virtù di quelle spinte, riuscire a di rimbalzare di riprendere la forma originaria ed ancor di più.

    Non mi rimane che essere pretenzioso. Infondere loro la logica dell’orgoglio per i risultati che riusciremo a raggiungere.

    Fatica, sudore, determinazione e gioia. Questo sarà il nostro pane quotidiano.

    Vedranno nei miei occhi feriali la luce che li invoglia a camminare sempre.

    On August 22, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #5 (prima parte)

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Dopo sette mesi di spostamenti, appostamenti, fughe, avvicinamenti, attacchi, sempre muovendosi ai margini, Kevin, dieci anni, si avvicinò al cuore dell’allenamento.

    Ha girato al largo per un anno intero. Ha osservato a distanza il mio essere allenatore di pallacanestro, la mia affezione con gli altri.

    Ogni tanto qualche cinque minuti con il gruppo, ma poi via ostile e diffidente, sempre lontano a rifugiarsi sulle alture della palestra.

    Mi ha ricordato le movenze di un animale selvatico, di un giovane lupo.

    Prima di accettare una relazione con degli adulti, se questi non mi hanno voluto, se mi hanno fatto del male, se mi hanno illuso, se mi hanno sedotto e poi abbandonato, li devo annusare per bene prima di avvicinarmi ancora. Li devo mettere alla prova”

    “Il ricordo di una mano tesa, di un sorriso, di una promessa e poi…  il sentire di non riuscire ad essere chissà che, sufficientemente “bello, buono, bravo, simpatico, intelligente…”, ed allora invece di soffrire, tanto vale non essere un niente di buono, così da non alimentare nessuna speranza

    Quindi, nessun impegno in allenamento, a scuola non parliamone, scherzi a tutti, sgambetti, sberle, insulti, alzate di spalle di fronte ai rimproveri, parolacce e poi via, sulle alture a guardare torvo.

    Kevin in un pomeriggio di maggio, dopo che un temporale aveva decimato il gruppo in palestra, si è unito all’allenamento ed ha giocato.

    Stavamo svolgendo una partitella di minibasket. La palla casualmente capita nelle sue mani.

    Palleggia in malo modo ma ad un certo punto fa partire dalle sue mani un passaggio teso, preciso, un tracciante. La palla gli esce veloce dal petto e si deposita nelle mani di un bambino sotto canestro che, stupito, libero da sotto, segna!

    È il bagliore che il ricercatore d’oro, un po’ sfiduciato, attendeva da tempo che comparisse tra la sabbia e la ghiaia.

    Sono affezionato a questa idea. L’”allenatore  Laureus” come un cercatore d’oro, con tutta la carica di folle speranza che animava questi personaggi. Instancabili lavoratori, passavano al setaccio con occhio vigile centinaia di metri cubi di materiale senza perdere la speranza. Ma quando finalmente vedevano un luccichio, ecco il lampo negli occhi ed il sorriso che si apriva come un sole.

    L’allenatore ferma l’allenamento. “Tutti qui!” urla. Kevin arriva per ultimo e non si avvicina del tutto. Rimane a cinque metri di distanza.

    Non si illude il lupacchiotto Kevin. Per ben due volte le famiglie a cui era stato affidato non erano riuscite a stare con lui e l’avevano rimandato alla comunità minori nella quale è inserito.

    Bravo Kevin, bellissima palla, questo è il gesto tecnico che più fa impazzire gli intenditori di basket, il passaggio smarcante, l’assist. Uno come te, uno che sa fare questa cosa, ogni allenatore lo vorrebbe sempre in squadra con sé

    Il suo volto era incredulo, spiazzato come se lo stessi canzonando. Sta di fatto che in quello stesso allenamento non uscì più dal campo, fece altri due passaggi smarcanti, ed un canestro. Ogni volta guardava a terra, sorridendo.

    Non so se i lupi sorridono sornioni ma Kevin sì.

    On August 10, 2018
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  • ♦ LIEVITO SPORTIVO #4

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    Lievito Sportivo, una rubrica in pillole che racconta il mondo di Laureus Italia a cura di Gianni Ghidini, coordinatore educativo della nostra fondazione.

    Sono un allenatore che ha aderito al modello Laureus, sono in palestra e penso…

    Penso che i bambini assorbono tutto.

    Sono come delle spugne.

    Avranno assorbito anche il mio nervosismo, il mio pressapochismo, le paure, l’amarezza, la poca fiducia nei loro confronti, la poca vita che ogni tanto trasmetto.

    Poi sembrano dimenticare.

    Ma poi temo che rispunti tutto.

    Quando la testa è sul cuscino o dentro la cartella, oppure davanti ad una scelta con la palla in mano.

    Devo essere più presente a me stesso, avere chiaro nella testa e nel cuore che il patrimonio interiore dei bambini dipende anche da me, non tanto in relazione a quello che dico, ma dalla dose di desiderio che riesco a comunicare.

    On August 10, 2018
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