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  • REAL HEROES: CALCIO PER LA VITA

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    Calcio per la vita

    Bethwell Mysanga Mjiru Cantona traspira vita da tutti i pori.

    Quando parla della sua passione, il calcio, le emozioni e l’importanza che riveste questo sport nella sua vita si percepiscono chiaramente.  Il calcio è il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi la sera e la motivazione che lo spinge ad alzarsi al mattino. È il suo lavoro, il suo hobby, la sua ragione di vita e ciò che lo ha salvato.

    “Il calcio mi ha salvato”, afferma Bethwell senza alcuna drammaticità nel tono di voce.

    Se non fosse stato per lo sport oggi sarei morto. Ho sepolto la maggior parte dei miei amici che non si è lasciata coinvolgere dallo sport”.

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    Bethwell, o Cantona, come è conosciuto da molti presso la Mathare Youth Sports Association (MYSA), ha iniziato a giocare a calcio come molti altri giovani nel mondo. “Tutto è cominciato con una ‘Juala’ nella mia comunità“, dichiara, descrivendo il pallone improvvisato che faceva appallottolando della carta e calciandolo con gli amici del quartiere povero in cui viveva. Bethwell era seguito da suo fratello maggiore, che lo accompagnava agli allenamenti a MYSA e lo guardava da un lato del campo.

    I fortunati

    Bethwell si considera uno dei fortunati. “Quando andavo agli allenamenti, gli amici che non praticavano sport probabilmente stavano facendo uso di droghe o comunque nulla di buono. Molti amici che facevano sesso non protetto si sono ammalati di HIV/AIDS, alcuni di loro sono già morti. Alcuni hanno persino compiuto atti criminali, come lo scippo, e sono stati lapidati a morte“.

    Quando aveva sette anni Bethwell fu contattato da un allenatore che gli offrì un posto in una delle squadre MYSA. Fu allora che iniziò a indossare la maglia MYSA, che indossa tuttora a 32 anni.

    Laureus Real Heroes Desailly

    NAIROBI, KENYA ñ OCTOBER 24th, 2006: Marcel Desailly (Laureus Guest), and Michael Johnson (Laureus World Sports Academy Member) during a visit to the MYSA old offices at Eastleigh. MYSA – Mathare Youth Sports Association ñ a project supported by the Laureus Sport for Good Foundation. DIGITAL IMAGE. (Photo by Ron Gaunt – Copyright Getty Images for Laureus)

    Il calcio ha rappresentato per lui una possibilità di esprimersi, rimanere fuori dai guai ed emulare i suoi eroi sul campo da gioco. “Quando avevo 12 o 13 anni, le persone mi dicevano che giocavo come Cantona da centrocampo. È diventato il mio soprannome e, da poco, è diventato ufficialmente il mio nome. Oggi seguo tutto ciò che fa, è un’icona del mio sport“.

    Oggi il calcio è diverso, una possibilità di offrire ai giovani del luogo una vita migliore. Bethwell gestisce il centro MYSA “Football for Hope” a Mathare, le cui attività sono incentrate su salute e istruzione. “Usiamo lo sport come strumento di aggregazione per i giovani; li indirizziamo verso servizi di consulenza e test volontari e anche verso altre iniziative per la famiglia. Abbiamo anche una biblioteca“.

    Dal pallone ai libri

    La biblioteca. Al centro dell’associazione sportiva MYSA si erge una costruzione divenuta il fulcro delle attività dei giovani di MYSA. In molte scuole vicine, con classi fino a 50 bambini stipati in aula, gli alunni hanno solo 5 o 6 libri da condividere tra loro. Desiderosi di imparare, i giovani vanno nelle biblioteche di sera, nei fine settimana e durante le vacanze.

    George Wambugu gestisce la biblioteca di MYSA. Come Bethwell, George giocava per il club da giovane e ora funge da mentore per i calciatori, aiutandoli nel loro percorso scolastico.

    Molti bambini sono attirati dal calcio perché qui è lo sport più diffuso“, dice George.

    Tramite il calcio i bambini imparano a conoscere le biblioteche e molti di loro desiderano diventare dei nostri per sfuggire alle difficoltà che hanno a casa, come problemi famigliari o nella comunità in cui vivono“.

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    Una volta entrati a MYSA, molti giovani sviluppano interesse per la lettura e l’apprendimento, e desiderano allargare i loro orizzonti. Molti giovani, che vivono nei quartieri poveri, hanno scarso accesso alle risorse di apprendimento, o non ne hanno affatto. Marvin Nderitu, 20 anni, racconta. Marvin vive in un trilocale con sette fratelli e sorelle e i genitori. Non c’è spazio per studiare, quindi la biblioteca di MYSA è diventata la sua seconda casa.

    Ho avuto la possibilità di usare la biblioteca e l’ho presa al volo“, spiega Marvin, grato di questa opportunità. “È stato un grande vantaggio; nel 2011 ero ancora uno studente e, durante le vacanze ho avuto la possibilità di venire in biblioteca per fare i compiti e prepararmi per gli esami“.

    L’accesso alla biblioteca e a una regolare attività sportiva ha tenuto Marvin fuori dai guai. “Lo sport è uno strumento che aggrega le persone“, afferma. “Dimentichiamo i nostri problemi, vinciamo e perdiamo assieme. Sono grato a MYSA di avermi accolto e di avermi dato una possibilità”.

    “Quando vengono in biblioteca lavorano anche sulle abilità di vita, oltre che sull’istruzione, e siamo felici di vedere che questi ragazzi vincono borse di studio grazie al lavoro svolto in biblioteca. Abbiamo molti giovani che insegnano ad altri ragazzi; questi studenti restituiscono quanto appreso alla biblioteca e alla comunità”.

    Una visita da parte di due leggende

    Michael Johnson e Marcel Desailly, membri della Laureus World Sports Academy e leggende dello sport, hanno trascorso il loro tempo con i giovani di MYSA, acquisendo informazioni sull’ambiente e sul lavoro alla base del progetto. Entrambi sono rimasti impressionati da ciò che hanno visto.

    Il francese Marcel Desailly, vincitore della Coppa del Mondo, si è commosso ripensando al tempo trascorso a MYSA. “In qualità di calciatore, sono rimasto davvero impressionato da quanto ho visto”, ha affermato.

    “Sono stato davvero felice di potere dare qualche calcio a un pallone con alcuni ragazzi del progetto. Questo è un classico esempio di come lo sport faccia una grande differenza per le vite di così tanti giovani”.

    Michael Johnson, campione del mondo e olimpionico di atletica leggera, ha dichiarato che non dimenticherà mai il tempo trascorso a MYSA. “Già solo la gravità delle difficoltà che i giovani di quest’area devono affrontare ha dell’incredibile”, ha dichiarato.

    “Quando sono entrato nella sede di MYSA, la speranza che gli operatori riescono a instillare nei giovani che partecipano al progetto era davvero sorprendente. Ho visitato il luogo e mi sono rattristato per le condizioni in cui vivono, ma una volta entrato ho visto i libri e tutti i tipi di risorse a cui i giovani possono attingere per imparare, rimanere connessi e studiare, e sono stato immediatamente pervaso da un grande senso di speranza, proprio come questi giovani”.

    NAIROBI, KENYA - DECEMBER 04: Children take part in a MYSA football tournament on December 4, 2010 in Nairobi, Kenya. Martina Navratilova is visiting the Laureus project as a preview to her Mount Kilimanjaro fundraising climb to raise money for the Laureus Sport for Good Foundation. Martina Navratilova, a member of the Laureus World Sports Academy will attempt to scale the 5895m mountain, Africa's highest free standing mountain, with a team of fundraisers. (Photo by Chris Jackson/Getty Images for Laureus)

    MYSA e Laureus Sport for Good

    Dal 1987 la Mathare Youth Sports Association (MYSA) usa il calcio per offrire ai giovani una possibilità nel mondo dello sport e sensibilizzare sul tema dell’HIV negli slum di Nairobi. MYSA è stato il primissimo progetto sostenuto da Laureus, candidato due volte al Premio Nobel per la Pace. I giovani coinvolti da MYSA dall’inizio del progetto sono diventati modelli di ruolo e giovani leader nella propria comunità. Centinaia di questi giovani leader hanno ricevuto una formazione speciale e oggi operano per svolgere un lavoro di sensibilizzazione sui problemi legati a HIV/AIDS, promuovere programmi di counselling e prevenzione mentre altre centinaia di ragazzi vengono supportati per trovare un lavoro retribuito al di fuori di MYSA tramite il programma di impiego dell’associazione. Oltre 200.000 bambini hanno già beneficiato del progetto.

    A oggi Laureus Sport for Good ha raccolto oltre 100 milioni di euro e sostenuto oltre 150 progetti internazionali che impiegano lo sport per contrastare la violenza, la discriminazione e la disuguaglianza.  Laureus Sport for Good ha contribuito a migliorare la vita di milioni di giovani in oltre 35 Paesi, a dimostrazione che lo sport può cambiare il mondo.

    On June 20, 2016
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  • Mesut Ozil Laureus

    MESUT OZIL NOMINATO NUOVO AMBASCIATORE LAUREUS

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    STOCCARDA, 8 giugno 2016 – A pochi giorni dall’inizio dei Campionati europei in Francia, il centrocampista della nazionale tedesca e dell’Arsenal Mesut Özil ha sottratto tempo alla sua preparazione per partecipare a Stoccarda al progetto KICKFORMORE sostenuto da Laureus, dedicato ai giovani. Durante la visita Özil è stato annunciato come il nuovo ambasciatore Laureus Sport for Good.
    Il calciatore tedesco di grande successo ha partecipato alle attività in campo con i giovani, giocando secondo le regole speciali del calcio di strada KICKFAIR.
    In KICKFORMORE due squadre miste composte da quattro giocatori svolgono brevi partite senza arbitro. Le squadre si accordano su tre regole prima del match. Dopo la partita, valutano insieme se tutti i giocatori hanno giocato secondo le regole e vengono assegnati dei “punti correttezza”, che sono poi aggiunti al punteggio finale.
    La visita di Mesut Özil non è stata un momento speciale solo per i partecipanti al progetto, ma anche per lo stesso giocatore: “Vi sono bambini provenienti da contesti culturali diversi, ma è ovvio che predomini uno spirito di unità e che tutto funzioni al meglio. Soprattutto, le persone mostrano un grande rispetto reciproco, proprio come accade nella nazionale tedesca” ha raccontato Özil.
    “Il coinvolgimento della comunità per me è molto importante e sento di identificarmi con la mission di Laureus Sport for Good. Lo sport, in questo caso il calcio, ha cambiato la mia vita influenzandomi positivamente. Ho voglia di dare qualcosa in cambio alla società e aiutare i bambini e i giovani che hanno bisogno di aiuto,” Ozil ha commentato, spiegando così il motivo che lo ha spinto a diventare
    ambasciatore di Laureus Sport for Good.
    Attaccante centrocampista noto per i suoi assist sul campo di calcio, Mesut Özil ha iniziato la propria carriera da senior con l’FC Shakle in Germania, prima di trascorrere cinque anni con il Werder Brema. Nel 2010 Özil è entrato nel Real Madrid, dove ha vinto un titolo nella Liga e la Copa Del Rey. Nel 2013 è passato all’Arsenal, dove gioca attualmente posizionandosi regolarmente ai primi posti nelle classifiche degli assist.
    Il debutto internazionale di Özil è stato con la Germania nel 2009. Nel 2010 ha contribuito a far raggiungere alla propria nazionale il terzo posto nella Coppa del Mondo in Sudafrica. Nel 2014 ha svolto un ruolo centrale nella nazionale tedesca, che in Brasile si è aggiudicata la Coppa del Mondo.
    A novembre 2014 ha ricevuto uno speciale premio Laureus per il suo lavoro di beneficenza dopo aver effettuato donazioni personali, consentendo in tal modo la realizzazione di 23 interventi chirurgici su bambini brasiliani affetti da labbro leporino e palatoschisi durante la Coppa del Mondo.
    Özil ha affermato in tale occasione: “Effettuare la donazione è stata per me una conclusione scontata. Volevamo lasciare un segno duraturo nel Paese che ha ospitato la Coppa del Mondo, il Brasile, e credo che ci siamo riusciti con gli interventi chirurgici su questi bambini”.
    Marcel, ex partecipante e attuale responsabile del progetto KICKFORMORE, ha evidenziato l’impatto che KICKFORMORE ha avuto sulla sua vita. Ha dichiarato: “KICKFORMORE ha cambiato la mia vita. Lo sport mi ha dimostrato che posso fare qualcosa della mia vita e andare avanti. Ho inoltre imparato quanto sia importante lavorare in squadra. In KICKFORMORE ci guardiamo negli occhi, ci ascoltiamo e abbiamo tutti uno stesso obiettivo. Questo progetto è per me come una famiglia”.
    Ad oggi Laureus ha raccolto oltre 100 milioni di Euro per l’attuazione di progetti che hanno contribuito a migliorare le vite di milioni di giovani. La missione di Laureus Sport for Good è di impiegare lo sport quale mezzo per affrontare alcuni tra i maggiori problemi sociali dei giovani di oggi come la violenza, la discriminazione e la disuguaglianza.

    On June 10, 2016
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  • Laureus Napoli - Ruggero Magnoni, Roland Schell, Beppe Ambrosini

    LA FONDAZIONE LAUREUS ITALIA ONLUS SCENDE IN CAMPO PER LA POLISPORTIVA NAPOLI

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    La Fondazione Laureus Italia Onlus scende ancora una volta a fianco dei giovani che provengono da contesti urbani difficili e incontra i bambini dell’Istituto Sauro Pascoli nel quartiere Secondigliano e dell’Istituto S.Gaetano nel quartiere Piscinola, coinvolti nel progetto Polisportiva Napoli. L’impegno di Laureus nel Capoluogo campano copre quattro aree della città e coinvolge più di 300 bambini, tra i 6 e i 18 anni, offrendo numerose opportunità di collaborazione con scuole e associazioni sportive selezionate, in base al radicamento territoriale e alla sensibilità nel considerare lo sport un vero strumento educativo.

    Discipline come basket, futsal, ginnastica artistica, judo e vela permettono, infatti, di apprendere valori importanti quali: rispetto delle regole per consolidare le relazioni con i propri amici, coesione per aumentare lo spirito di squadra e il senso di appartenenza ad un gruppo, benessere fisico per permettere una conoscenza più approfondita del proprio corpo e capire l’importanza di seguire un stile di vita equilibrato, fortificare i rapporti generazionali offrendo la possibilità di ristabilire la fiducia con i più grandi.

    La project visit a Napoli ha offerto a Daria Braga, Direttore della Fondazione, l’opportunità di fare il punto sulle attività che hanno coinvolto negli ultimi sei anni la Polisportiva Napoli e anticipare i progetti futuri. Tra i protagonisti della giornata anche lo chef stellato Davide Oldani, neo Ambasciatore Laureus, che ha portato la sua testimonianza di cuoco e sportivo, Alice Ronchetti giovane campionessa di softball ed il due volte campione del mondo di rally Miki Biasion che, in veste di ambasciatori delle Fondazione, hanno incontrato i giovani campioni dell’Associazione sportiva Kouros sul campo di basket dell’Istituto Comprensivo S.Gaetano.

    L’incontro è stata una nuova occasione per scoprire da vicino il mondo della Fondazione che di anno in anno raggiunge risultati sempre più significativi grazie all’impegno delle diverse figure professionali quali educatori, allenatori, psicologi e insegnanti che fanno parte della rete Laureus.

    Ad accompagnare la Fondazione Laureus Italia Onlus nella project visit a Napoli, il Presidente di Fondazione Laureus Italia Onlus, Ruggero Magnoni, Roland Schell, Presidente Mercedes-Benz Italia, Pedro Tabera, Amministratore Delegato di Mercedes-Benz Milano e Beppe Ambrosini, Direttore Generale IWC Italia e Vicepresidente della Fondazione Laureus.

    On June 8, 2016
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  • Torneo Interscolastico Laureus

    TROFEO INTERSCOLASTICO 15 MAGGIO 2016

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    FONDAZIONE LAUREUS ITALIA ONLUS – TROFEO INTERSCOLASTICO 15 MAGGIO 2016

    Fondazione Laureus Italia Onlus scende nuovamente in campo in occasione del Basketball School Cup 2016 previsto questa domenica 15 maggio 2016 dalle ore 9 alle ore 13 presso la palestra Forza e Coraggio di Milano in Via Gallura 8.

    L’evento rientra nel progetto “LAUREUS SCUOLA”, finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, che ha preso forma nel settembre 2015 e si concluderà nel giugno 2017. L’iniziativa, pianificata e gestita da Fondazione Laureus in qualità di capofila, si svolgerà in partnership con l’Associazione Sportiva Basket Femminile Milano e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Muoviti.

    Ad usufruire dell’intervento che lega lo sport a percorsi pedagogici sono oltre 500 bambini ,da 6 agli 11 anni, di 2 istituti scolastici di Milano: la Tommaso Grossi e la Marcello Candia.

    Il progetto si compone di 4 attività principali:

    • corsi di psicomotricità in orario curricolare per le prime elementari
    • corsi di mini basket per bambini dalla seconda alla quinta elementare in orario post-scolastico 2 volte alla settimana
    • corsi di formazione per insegnanti e genitori
    • corsi estivi con campus sportivi

    Il Basketball School Cup 2016 prevede il coinvolgimento di 12 scuole oltre ai due Istituti coinvolti dal progetto. Durante il trofeo saranno organizzati laboratori di tifo positivo: genitori e bambini produrranno striscioni con slogan per sostenere i bambini delle squadre avversarie.

    On May 18, 2016
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  • Laureus Softball 1

    VALERIA BORTOLOMAI E ALICE RONCHETTI AL FIANCO DI LAUREUS

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    Valeria Bortolomai e Alice Ronchetti al fianco di Laureus. Ecco le foto dell’evento, che ha coinvolto le campionesse europee 2015 di Softball, presso l’Istituto Comprensivo Trilussa nel quartiere Quarto Oggiaro.

    • Laureus Softball 1
      Laureus Softball 1
    • Laureus Softball 7
      Laureus Softball 7
    • Laureus Softball 4
      Laureus Softball 4
    • Laureus Softball 5
      Laureus Softball 5
    • Laureus Softball 6
      Laureus Softball 6
    • Laureus Softball 3
      Laureus Softball 3
    • Laureus Softball 2
      Laureus Softball 2

    Milano Baseball 1946

    On March 21, 2016
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  • Alessandro Del Piero - Laureus Academy

    BENVENUTO ALEX

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    Benvenuto al nuovo Academy Member Alessandro Del Piero!

    Alex ha un messaggio per voi!

    ‪#‎sportforgood‬ ‪#‎alexdelpiero‬

    On March 21, 2016
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  • Laureus SmartArt 2

    LAUREUS & SMARTART

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    Annaklara Galli, una degli artisti delle opere della SmarArt esposte presso il centro Mercedes-Benz Milano, spiega ai bambini Laureus Italia la sua opera LIBERTA’ E’ VITA. Dopo tutti insieme per dipingere ed esprimere la propria creatività nel laboratoria SmartLab.
    I bambini coinvolti partecipano al progetto Polisportiva Laureus in collaborazione con l’ Oratorio Sant’ Arialdo di Baranzate

    • Laureus SmartArt 2
      Laureus SmartArt 2
    • Laureus SmartArt 3
      Laureus SmartArt 3
    • Laureus SmartArt
      Laureus SmartArt

     

    On March 21, 2016
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  • Gianni Ghidini Laureus

    IL PREGIUDIZIO POSITIVO

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    Avere un pregiudizio positivo su ogni bambino ed ogni ragazzo, questo è l’approccio ma anche l’essenza del progetto Laureus.

    Al di là della storia personale e del momento che ogni singolo ragazzo che ci viene affidato sta vivendo, siamo convinti che, fornirgli un’opportunità perché possa emergere il buono ed il positivo riposto in lui, sia un opera possibile e necessaria di cui ci assumiamo la responsabilità.

    Questo è il nostro carisma.

    Costruire una zattera sui cui far salire i ragazzi per affrontare le sfide dell’esistenza, che per noi vuol dire mettere a disposizione dei giovani un’attività sportiva fruibile e di qualità.

    La nostra zattera si chiama squadra.

    Il progetto Laureus vuole costruire delle squadre , dentro le quali far avvenire dei percorsi e dei processi positivi e comunque evolutivi.

    Detta in altre parole, ogni contenuto necessita di un contenitore dotato di determinate caratteristiche per crescere e progredire e diventare uno stile di vita.

    Laureus vorrebbe quindi mettere a disposizione un luogo, un’organizzazione, un personale appassionato e competente per agganciare attraverso un’esperienza sportiva intensa, il positivo di cui ogni essere umano è dotato.

    Le parole che rimbalzano continuamente nei nostri allenamenti sono: ce la puoi fare, non mollare, stai andando meglio, facciamo fatica insieme e ce la faremo, mi interessi tu, non uno più bravo di te, cercheremo di vincere dentro le regole del gioco, stiamo andando meglio, abbiamo fiducia dei tuoi piccoli passi.

    Questo è il linguaggio Laureus, condito con un abbondante dose di sudore di fatica e di pazienza.

    Mark è un bambino di sette anni, è già considerato uno scarso a scuola, ha una famiglia destrutturata, un’associazione si occupa di integrare i suoi percorsi educativi.
    Gioca a minibasket nel progetto Laureus. Non sopporta la più piccola frustrazione.

    Ad ogni contrarietà, mette le braccia conserte, esce dal campo con degli occhi lividi di rabbia e dice che non giocherà più.

    Perché così irascibile, c’è stato forse un torto antico? Quale ferita rende insopportabile ogni delusione?

    Non lo sappiamo.

    Nonostante la storia del bambino sia comunque di interesse per noi operatori, il problema non è quello di “psicologizzare” il ragazzo, ma di proporre delle esperienze capaci di intercettare la sua vicenda.

    Viene proposto un gioco, si chiama record.

    Si tira da vicino, ed i bambini possono tirare fino a che segnano. Tutti gli altri contano il numero dei canestri consecutivi fatti.

    È il turno di Mark.

    Tira e sbaglia. Zero grida qualcuno da dietro.
    Lui arrossisce e attua la sua strategia difensiva.
    Si scaglia in modo violento contro chi ha detto del suo errore, cerca di picchiarlo. L’allenatore lo ferma e lo chiama a sé in disparte.

    Lo costringe a riferirsi su un piano di realtà.
    Lui si arrabbia e dice che ha sbagliato perché è stato deriso.
    L’allenatore gli fa notare che i piedi non erano ben allineati, la mano era messa male sul pallone.
    Se farai così vedrai che andrà meglio. Hai una mano molto buona gli dice il suo allenatore, torna in fila e riprova.

    Lo convince, è di nuovo il suo turno.

    Tira e segna, uno gridano i bimbi, due, secondo successo. I bambini rumoreggiano.

    L’allenatore invita Mark a stare concentrato sui piedi e sulla mano. Lui strizza gli occhi, come se volesse resistere ad una forza che lo porta altrove.

    Segna ancora, poi ancora, fino a sette. Il suo sorriso e la luce dei suoi occhi, sono come una stella nel buio della sfiducia.

    Poi qualche bambino farà meglio, ma non importa.

    Alla fine dell’allenamento, l’allenatore come rituale di chiusura dell’incontro, chiama sempre a sé tutti i bambini.
    Chiede loro di mettere le mani le une sulle altre e domanda al gruppo: “, cosa è successo di importante oggi?”

    Mark prende la parola e dice letteralmente: “ maestro, anche se sono uno scarso a scuola io sono un bravo bambino e diventeremo fortissimi ”.

    Tutti urlano SI. E le mani volano verso il cielo.
    Quanto varrà questo fatto nello svolgersi della vita di Mark.
    Difficile saperlo oggi. Con buona provabilità avrà un senso costruttivo se avrà continuità e conferme nel tempo.
    Ma nel frattempo ha aperto una breccia in una storia plumbea e non è poco.

    Questo è Laureus : accendere delle luci nelle notti tetre di alcune giovani vite.

    Non da soli però, sarebbe una tentazione diabolica.

    I progetti più interessanti implicano un lavoro di rete dove competenze, cuori teste e mani condividono la nostra stessa preoccupazione: che ogni essere umano possa avere l’occasione, trovare quell’alleanza per diventare quel che è e non quel che le vicende a volte sfortunate della storia individuale siano la tomba di ogni speranza.

    Gianni Ghidini – Educatore Laureus –

    gianni.ghidini@laureus.it

    On March 11, 2016
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  • Laureus F1 Charity Night

    SOTTO I RIFLETTORI DELLA LAUREUS F1 CHARITY NIGHT

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    Il Mercedes-Benz Center di Milano, per il secondo anno consecutivo, ha ospitato la Laureus F1 Charity Night: una serata dedicata allo sport ed al sociale, nata per sostenere i progetti della Fondazione Laureus Italia.
    Alla Laureus F1 Charity Night hanno partecipato leggende dello sport di ieri e di oggi, a fianco dei campioni di Formula 1 Nico Rosberg, Ambassador della Fondazione insieme a Lewis Hamilton.
    “Laureus è un progetto che ho davvero molto a cuore”, ha dichiarato il pilota Nico Rosberg del team MERCEDES AMG PETRONAS. “Sono orgoglioso di essere un Ambassador della Fondazione. È per me una grande fonte di ispirazione vedere il grandioso lavoro che Laureus sta svolgendo con bambini e ragazzi in tutto il mondo.”
    Durante la serata sono stati nominati tre nuovi Ambassador Laureus, tre importanti volti dello sport:
    Adriano Panatta, Valentina Diouff e Simone Ragusi.
    “Ringrazio la Fondazione Laureus che mi ha fatto questo regalo” ha dichiarato Adriano Panatta nel
    corso della serata. “Noi che siamo stati fortunati, molto fortunati, abbiamo fatto sempre troppo poco per restituire il sorriso ai giovani in difficoltà.”
    Insieme ai piloti del team MERCEDES AMG PETRONAS, e ai nuovi Ambassador, protagonisti dell’esclusiva serata anche Edwin Moses, Presidente della Laureus World Sport Academy, Franz Klammer e Giacomo Agostini, Accademy Members.
    Il mondo dello spettacolo non resta indietro in questa gara di solidarietà. Tanti volti noti, un parterre di stelle del cinema italiano e ‘friend ambassadors’ della Fondazione: Cristina Chiabotto, Filippa Lagerbäck, Martina Colombari, Giorgio Pasotti, Jean Alesi, Marco Tardelli, Adriano Panatta, Fabio Capello, Ambassador della Fondazione, Andrea Berton, Alessandro Fabian, David Trezeguet, Fabrizio Macchi, Marco Bortolami, Mirco Bergamasco, Daniele Massaro, Dino Meneghin, Cadel
    Evans e Pierluigi Pardo.
    Sotto i riflettori della Laureus F1 Charity Night anche i performers Kataklò che hanno trasmesso tutta la loro energia in diversi spettacoli realizzati ad hoc per Fondazione Laureus.
    Davide Oldani, chef stellato amico di Laureus e Ambassador di Mercedes-Benz, è stato il protagonista in cucina proponendo agli ospiti della serata un menu d’eccezione.
    Nel corso dell’evento, Edwin Moses ha consegnato a Mirco Bergamasco il Laureus Sports for Good Award Italiano, il riconoscimento che la Fondazione ogni anno riserva a chi si è contraddistinto nella stagione per i risultati ottenuti e i valori rappresentati.

    On March 10, 2016
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  • Laureus F1 Charity Night

    LAUREUS F1 CHARITY NIGHT 2015: LO SPORT CHE FA BENE

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    Giovedì 3 settembre,in concomitanza con il Gran Premio d’Italia (Monza), il Mercedes-Benz Center di Milano ospita la Laureus F1 Charity Night, una notte dedicata allo sport ed al sociale. Numerosi gli ospiti e gli Ambassadors Laureus protagonisti del red carpet: sportivi di oggi e di ieri, attori e personaggi del mondo dello spettacolo, insieme per contrastare il disagio giovanile attraverso lo sport.

    Al centro della serata, presentata da Federica Masolin, giornalista e conduttrice di Sky Sport, un’asta benefica battuta da Renato Pennisi di Christie’s, che metterà all’incanto pezzi unici, di altissimo valore: un ritratto a mosaico fotografico personalizzato di Maurizio Galimberti, una Vespa 946 limited edition firmata Marc Newson, una preziosa borsa Santoni, un bracciale Cartier “Juste un Clou” in oro rosa 18 carati con pavé di diamanti, una MV Agusta Turismo Veloce, una smart fortwo twinamic personalizzata da Fabio Novembre ed un esclusivo orologio IWC Portofino Hand-Wound Monopusher Edizione Laureus Charity Night Milan 2015 (pezzo unico, in platino). Un’asta di grande rilievo, non solo per il valore economico dei pezzi, ma soprattutto per l’importanza delle attività che saranno realizzate grazie al ricavato.

    Insieme ai piloti del team MERCEDES AMG PETRONAS anche Giacomo Agostini, Alberto Tomba,a rappresentare gli Accademy Members di Laureus. Tanti volti noti si uniranno in questo grande evento dedicato al sociale: Cristina Chiabotto, Filippa Lagerbäck, , Javier Zanetti, Jean Alesi, Marco Tardelli, Adriano Panatta, Fabio Capello, Antonio Rossi, Miki Biasion, Alessandro Fabian, Valentina Diouff, Simone Ragusi, Pierluigi Pardo. Davide Oldani, chef stellato amico di Laureus e Ambassador di Mercedes-Benz, sarà protagonista in cucina.
    Sponsors Event della seconda edizione della Charity Night saranno Pirelli e Pernod Ricard Italia che, sposando la causa della Fondazione hanno deciso di sostenerla in questa speciale occasione accompagnati anche da Adidas.

    On March 10, 2016
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